L’olfatto: da sentiero privilegiato verso il piacere fino all’olfattofilia

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Articolo di Gaetano Gambino

Negli ultimi decenni si è discusso molto in ambito scientifico del ruolo potenziale dell’olfatto nell’attivare e orientare il desiderio sessuale delle persone e di quando si debba parlare di olfattofilia.

Alcuni studi hanno evidenziato che nella scelta del partner viene privilegiato l’odore emanato da individui differenti da sé per alcuni geni specifici, comportamento che favorirebbe, secondo un’interpretazione in chiave evoluzionistica, una maggiore variabilità genetica e un sistema immunitario più forte nella progenie. Sappiamo, inoltre, che alcuni odori hanno il potere di attivare emozioni associate al piacere sessuale sperimentate in passato, grazie alla stretta connessione tra olfatto e sistema limbico, un’area importante del nostro cervello.

È opportuno sottolineare, però, che il desiderio sessuale, pur poggiando su basi neurologiche e ormonali ben definite, è profondamente influenzato da aspetti psicologici, sociali e culturali. Dunque, sia gli stimoli olfattivi che quelli provenienti da altri canali sensoriali hanno essenzialmente un ruolo nel comportamento sessuale umano che è mediato da significati ed emozioni associati all’esperienza unica di ciascun individuo.

L’attrazione per gli odori emanati dal corpo è una perversione sessuale (olfattofilia)?

L’olfattofilia è una parafilia (termine scientifico che ha sostituito ormai da decenni l’espressione “perversione sessuale”), in cui la percezione di determinati odori costituisce la modalità prevalente, se non l’unica, per poter giungere a una forma di appagamento sessuale. La persona, in questi casi, può cercare in parti del corpo (come l’area genitale, il collo, le ascelle, i piedi, ecc.) quell’odore specifico in grado di stimolare la sua eccitazione.

In una certa misura i profumi legati al corpo possono giocare un ruolo nel rapporto sessuale per chiunque. Per questo motivo, parliamo di un disturbo parafilico solo quando tale attitudine è utilizzata in modo rigido ed esclusivo, è caratterizzata da un disagio individuale o di coppia, causa una compromissione di importanti aree della vita (sociale, lavorativa, ecc.) o riduce l’intimità relazionale e il piacere condiviso, piuttosto che favorirli.

Olfatto e benessere sessuale. Cosa dice la scienza?

La letteratura scientifica sembra indicare che le persone con un olfatto più sviluppato tendano a sperimentare più piacere durante i rapporti. Viceversa, la presenza di deficit olfattivi clinicamente significativi è stata associata in diversi modi a un peggioramento della qualità della vita sessuale (ad es., basso desiderio, ridotta soddisfazione, scarsa frequenza dei rapporti).

I dati, inoltre, evidenziano una differenza legata al genere: pare che nelle donne il canale olfattivo abbia un ruolo molto più centrale nel favorire l’eccitazione sessuale rispetto agli uomini, che invece prediligono il canale visivo. Questo è un aspetto ben noto a chi si occupa di problematiche sessuali. Spesso durante il lavoro clinico con la coppia ci si confronta con partner che hanno preferenze e gusti sessuali incongruenti, che almeno in parte dipendono da un diverso utilizzo dei cinque sensi nel contatto col piacere sessuale.

Una maggiore sensibilità olfattiva si assocerebbe, infine, a una frequenza più alta di orgasmi (ancora una volta maggiormente nelle donne!).

Come si è visto, la percezione degli odori può migliorare, o al contrario, peggiorare il benessere sessuo-affettivo. Bisogna precisare, al tempo stesso, che desiderio, eccitazione e orgasmo, sebbene siano associati a grande piacere, portano con sé l’idea del lasciarsi andare e di “perdere il controllo”. Per qualcuno, tale perdita di controllo può essere un’esperienza che genera ansia o angosce (più o meno consapevoli). Per questa ragione, anche a fronte di stimoli olfattivi potenzialmente molto eccitanti, la qualità di un’esperienza sessuale sarà sempre mediata da numerosi altri fattori di natura psicologica, emotiva e relazionale.

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