Articolo di Marta Giuliani
Negli ultimi mesi in Italia si è aperto un acceso dibattito pubblico e istituzionale sul ruolo dell’educazione sessuale, affettiva e relazionale nelle scuole. Al centro della discussione c’è il Disegno di Legge noto come “ddl Valditara” — dal nome del Ministro dell’Istruzione e del Merito — che introduce nuove regole sul consenso informato preventivo per le attività scolastiche che riguardano la sessualità.
Formalmente, secondo il testo attuale, le scuole dovrebbero richiedere la firma dei genitori per poter presentare qualsiasi progetto o attività che tocchi temi “attinenti all’ambito della sessualità”. Inoltre, il ddl prevede che tutto il materiale didattico venga reso preventivamente disponibile alle famiglie, che laddove si attivino corsi sia sempre presente un docente in classe e che in alcune fasce d’età – dall’infanzia alla secondaria di primo grado – tali attività siano completamente vietate.
Critiche significative a questo approccio sono state espresse da professioniste e professionisti della salute mentale e dell’educazione. Il ddl, così formulato, rischia di indebolire il ruolo educativo della scuola come presidio di prevenzione primaria, limitando l’accesso a informazioni fondamentali per lo sviluppo psico-sessuale dei bambini e delle bambine.
Attribuire alla famiglia una funzione esclusiva o prioritaria nell’educazione affettiva e sessuale, senza un adeguato ruolo integrativo della scuola, comporta il rischio concreto di accentuare le disuguaglianze educative, anziché ridurle. Ne consegue che l’accesso a competenze fondamentali per lo sviluppo emotivo e relazionale dei minori rischia di dipendere dal contesto familiare di origine, in contrasto con il principio di uguaglianza sostanziale e con la funzione pubblica del sistema scolastico.
Inoltre, dal punto di vista scientifico l’esclusione dell’educazione sessuo-affettiva dalla scuola dell’infanzia e primaria non è coerente con le teorie sullo sviluppo. Infatti tutta la letteratura sullo sviluppo emotivo, relazionale e corporeo evidenza che è tra i 4 e i 10 anni che si costruiscono le basi dell’identità, della relazione con il corpo, del rispetto dei confini, dell’empatia e della reciprocità.
Risulta sempre più urgente sfatare miti e pregiudizi attorno a questa materia e ricondurre la discussione entro confini scientifici: l’educazione sessuo-affettiva integra aspetti emotivi, relazionali, cognitivi e corporei, e si distingue da altre forme di educazione come quella affettiva o civica. Interventi su questi temi devono rientrare in un dibattito sulla salute pubblica e non sulle opinioni personali.
Le critiche al ddl Valditara non provengono solo dal mondo educativo e scientifico: numerosi Ordini professionali hanno espresso preoccupazione per una legislazione che potrebbe paralizzare gli interventi educativi a scuola, ponendo l’attenzione più sulle procedure burocratiche che sui bisogni reali dei ragazzi e delle famiglie.
In questo contesto, nasce la petizione “Educazione sessuo-affettiva a scuola: una firma per educare e proteggere” su Change.org, promossa dall’associazione AltraPsicologia. La petizione sollecita il Governo e i Ministeri competenti a introdurre percorsi scolastici strutturati, scientificamente fondati e adeguati alle varie fasce d’età, per accompagnare bambini e adolescenti nello sviluppo della consapevolezza di sé, delle relazioni sane e del rispetto reciproco.
I promotori sottolineano che l’educazione sessuo-affettiva, se ben progettata e realizzata, non anticipa i comportamenti sessuali ma rafforza la capacità critica dei giovani, migliora la loro salute psicologica e li aiuta a navigare in un mondo digitale complesso dove spesso prevalgono informazioni imprecise o dannose.
Sostenere quest’iniziativa significa difendere il diritto all’informazione e alla salute educativa dei nostri figli, rilanciando un modello di scuola che non si limiti a trasmettere nozioni, ma che sappia preparare le nuove generazioni alle sfide relazionali, emotive e sociali del XXI secolo.
Firma la petizione qui: https://www.change.org/p/educazione-sessuo-affettiva-a-scuola-una-firma-per-educare-e-proteggere

