Articolo di Gaetano Gambino
Il diabete, secondo i dati ISTAT relativi al 2020, riguarda circa 3,5 milioni di italiani adulti, numero che sembra destinato ad aumentare nei prossimi anni in modo significativo.
Molti studi hanno evidenziato quanto risultino essenziali, ai fini di una prevenzione delle complicazioni neurologiche e cardiovascolari, un’adeguata e costante aderenza al trattamento farmacologico, l’adozione di una dieta alimentare e uno stile di vita adeguati. Ciò rappresenta una sfida per i professionisti della salute e per la persona con diabete, poiché la gestione efficace di questa condizione cronica non può prescindere da una presenza mentale costante, tesa a individuare quotidianamente il giusto equilibrio glicemico attraverso una serie di azioni quotidiane.
Diabete: quale impatto per la psiche?
L’insorgenza del diabete è un evento che altera e rompe precedenti equilibri organici, psicologici e sociali, determinando un vissuto di progressiva compromissione di salute e d’integrità psicofisica, che può indurre nel paziente l’idea di diversità e di solitudine.
Per queste ragioni, fin dal momento della comunicazione della diagnosi e nelle successive fasi di adattamento alla malattia, si rivela opportuno individuare eventuali fattori che favoriscano o ostacolino l’accettazione del diabete e riconoscerne le implicazioni psicologiche.
Un’attenzione particolare, in tal senso, meritano i sintomi depressivi per il loro potenziale impatto negativo sul benessere psichico, ma anche sull’efficacia della gestione della patologia.
Il trattamento della depressione migliora la qualità di vita percepita del paziente e, spesso, anche i suoi parametri metabolici. Non raramente la depressione è secondaria (reattiva) alla percezione di inefficacia/insuccesso nella gestione del diabete.
Come cambia la sessualità con il diabete?
Il diabete può avere un importante impatto sulla sfera sessuo-affettiva.
Nell’uomo, si è visto come diverse difficoltà sessuali, quali disfunzione erettile, disturbo del desiderio, eiaculazione precoce e ritardata/impossibile, abbiano un’alta prevalenza in pazienti con diagnosi di diabete, sottolineando il ruolo dell’interazione di fattori cardiovascolari, endocrinologici, neurologici e psichici. Questi ultimi, in particolare, potrebbero sia contribuire all’inizio e al mantenimento del disagio sessuale che esserne la conseguenza. Ciò evidenzia come il diabete possa influenzare la qualità della vita sessuale, da una parte, per le possibili complicanze a livello fisiologico, dall’altra, a causa di stati depressivi, ansia e vissuti di inadeguatezza, connessi all’immagine di un corpo che viene percepito come “malato” e minacciato nella sua integrità funzionale.
Anche la sessualità femminile può essere profondamente influenzata dalla presenza dal diabete, sebbene tale relazione sia stata riconosciuta e studiata in modo più sistematico in ambito scientifico soltanto negli ultimi anni. Per le donne ancora una volta le difficoltà sessuali sono il frutto di una commistione tra aspetti cardiovascolari, ormonali e di natura psichica. Riduzione del desiderio, scarsa lubrificazione e anorgasmia rappresentano i disagi più frequenti. I sintomi depressivi ed alcuni fattori legati al partner (ad es., la qualità della relazione e della comunicazione, o i livelli di “complicità” nell’intimità sessuale) sembrano giocare un ruolo centrale, modulando l’impatto del diabete sulla soddisfazione sessuale.
Il paziente come protagonista del trattamento
Da quanto discusso finora, emerge con chiarezza l’opportunità di un’adeguata gestione della patologia diabetica anche in una prospettiva sessuologica. La maggior parte dei sintomi della sfera sessuo-affettiva, nonostante siano spesso presenti, non è riferita nei colloqui clinici, anche a causa della riluttanza da parte di alcuni medici ad indagare tale area del disagio. Ciò costituisce un grande ostacolo al percorso che porta al benessere della persona.
Accogliere in modo appropriato i bisogni legati alla sessualità implica una buona comunicazione professionista-paziente fin dalle prime fasi successive alla diagnosi di diabete. Risulterà in tal senso fondamentale informare adeguatamente l’individuo e la coppia su quanto gli aspetti psicologici e relazionali possano influenzare il possibile impatto della malattia sulla sfera sessuale e affettiva.
Porre l’accento sull’evidente stretta connessione fra le dimensioni biologiche, psicologiche e sociali del problema, rende possibile per le persone affette da diabete la scoperta e la contestualizzazione del proprio ruolo attivo nel trattamento.
Una tale prospettiva suggerisce un approccio alla pratica clinica contraddistinto dall’interesse per l’unicità dell’esperienza della persona e per le sue risorse (individuali e sociali), da uno stile comunicativo centrato sul paziente e da un’adeguata gestione dei tempi di intervento.
Riferimenti bibliografici
Barnard K.D., Skinner T.C., Peveler R. (2006). The prevalence of co-morbid depression in adults with Type 1 diabetes: systematic literature review. Diabetic Medicine, 23(4):445-8.
Blaha M.J., Tota-Mahar R. (2014). Sindrome Metabolica. Dai fattori di rischio alla gestione. SEEd, Torino.
Corona G., Giorda C.B., Cucinotta D., Guida P., Nada E., Gruppo di studio SUBITO-DE (2014). Sexual dysfunction at the onset of type 2 diabetes: the interplay of depression, hormonal and cardiovascular factors. Journal of Sexual Medicine, 11: 2065-73.
Pontiroli A.E., Cortelazzi D., MD, Morabito A. (2013) Female sexual dysfunction and diabetes: a systematic review and meta-analysis. Journal of Sexual Medicine, 10: 1055-51.

