Eiaculazione ritardata: un disturbo sottostimato

eiaculazione-ritardata-cause

Articolo di Rossella Mora e Gaetano Gambino

Nonostante l’eiaculazione precoce sia il più frequente, vi sono altri disturbi dell’orgasmo maschile che possono costituire un importante disagio per chi ne soffre. L’eiaculazione ritardata è uno di questi. Si stima che la sua prevalenza si attesti tra il 2% al 4% della popolazione, anche se alcuni autori ritengono che le percentuali generalmente riportate in letteratura siano sottostimate (Di Sante et al., 2016). Come l’eiaculazione precoce, anche l’eiaculazione ritardata può comportare difficoltà relazionali, personali e insoddisfazione sessuale (Sadowski, Butcher, Köhler, 2016).

Secondo la definizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-V), l’eiaculazione ritardata viene diagnosticata quando in tutti o la maggior parte dei rapporti sessuali, si presenta un marcato ritardo dell’eiaculazione o una marcata infrequenza o assenza di eiaculazione (APA, 2013). Ciò significa che gli uomini che presentano tale disturbo raggiungono l’eiaculazione con molta difficoltà oppure non sono in grado di eiaculare. La difficoltà o l’impossibilità possono essere circoscritte alla penetrazione o presentarsi in tutti i casi in cui vi è una stimolazione genitale. È importante precisare che, quando si parla di eiaculazione ritardata, il ritardo eiaculatorio non viene considerato intenzionale (Ibidem, 2013).

L’enfasi nella definizione del DSM-5 è sull’impatto personale che essa ha su chi ne è affetto e sulla coppia, non su un tempo specifico richiesto per definire il ritardo. Non esiste, infatti, una soglia temporale che permetta di diagnosticare l’eiaculazione ritardata.

Alcuni cenni sull’eziologia

Come per gli altri disturbi dell’orgasmo maschile, anche l’eiaculazione ritardata può presentare un’eziologia multifattoriale. Questo perché eiaculazione ed orgasmo sono due processi fisiologici e neurobiologici complessi che vengono influenzati anche da aspetti psicologici, relazionali e sociali.

Diverse sono dunque le cause che possono condurre ad una diagnosi di eiaculazione ritardata. Tra le condizioni mediche e biologiche vi sono disfunzioni endocrine (ipogonadismo e ipotiroidismo), lesioni del midollo spinale e disturbi neurodegenerativi, per esempio, sclerosi multipla o neuropatia diabetica. Inoltre, vi è una vasta gamma di farmaci che può compromettere l’eiaculazione attraverso meccanismi centrali e periferici, inclusi alcuni antidepressivi. Anche una ridotta sensibilità della superficie peniena può ritardare o ostacolare l’eiaculazione e talvolta la circoncisione in età adulta può costituire un fattore di rischio.

Inoltre, la prevalenza dell’eiaculazione ritardata sembra essere positivamente correlata con l’età. L’invecchiamento, infatti, può incidere sul ritardo nell’eiaculazione in particolare dopo i 50 anni con una prevalenza complessiva che aumenta notevolmente avvicinandosi agli 80 anni.

Come accennato in precedenza, i conflitti psicologici, le variabili psicosociali e l’influenza culturale possono avere un ruolo importante nell’inibire l’orgasmo e ritardare o impedire l’eiaculazione. Alcuni conflitti psicologici possono derivare da ipercontrollo, rabbia o timore verso il proprio partner o nei confronti della figura femminile in generale, da vergogna associata a credenze religiose. Inoltre, anche il timore della paternità, i conflitti relazionali o delle difficoltà nella comunicazione delle proprie preferenze sessuali possono ridurre il desiderio sessuale e contribuire all’insorgenza dell’eiaculazione ritardata (Sadowski, Butcher, Köhler, 2016). In alcuni casi quest’ultima deriva dal ricorso, da parte dell’uomo, a tecniche di masturbazione idiosincratiche. La masturbazione idiosincratica si riferisce a uno stile masturbatorio che non può essere replicato con il/la partner, pertanto vi è il rischio che durante l’attività sessuale l’individuo non sia in grado di sperimentare l’eccitazione sessuale necessaria per raggiungere successivamente l’orgasmo.

Come intervenire?

L’eiaculazione ritardata può essere un disturbo difficile da trattare data la sua complessa eziologia. Per questo risulta importante adottare un approccio integrato che associ la valutazione medica a quella psicologica permettendo di individuare le eventuali cause organiche e l’impatto che esse hanno sulla qualità della vita sessuale. La parte psicosessuologica dell’intervento risulta particolarmente indicata per affrontare i conflitti psicologici alla base dell’eiaculazione ritardata, per esempio attraverso il lavoro focalizzato sullo stile ipercontrollante del paziente, sulla verbalizzazione delle sue emozioni, sull’elaborazione delle sue paure e sulla gestione delle eventuali problematiche relazionali presenti.

Riferimenti Bibliografici

  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, DSM-5. Arlington, VA.
  • Sadowski D.J., Butcher M.J., Köhler T.S. (2016). A review of pathophysiology and management options for delayed ejaculation. Sexual Medicine Reviews, 4(2), 167-176.
  • Di Sante S., Mollaioli D., Gravina G.L., Ciocca G., Limoncin E., Carosa E., Lenzi A., Jannini E. (2016). A. Epidemiology of delayed ejaculation. Translational Andrology and Urology, 5(4), 541-548.
  • Jenkins L.C., Mulhall J.P. (2015). Delayed orgasm and anorgasmia. Fertility and Sterility, 104(5), 1082-1088.

Lascia un commento