Articolo di Valentina Cosmi
Recentemente si sente sempre più parlare, da parte di media ed esperti, del concetto di iniquità erotica. Un tema che non riguarda solamente e direttamente la psicologia ma che ha sull’individuo e sulla coppia pesanti ripercussioni, in particolare nell’ambito della sessualità e dell’intimità.
L’iniquità erotica è una condizione per cui diversi fattori come difficoltà economiche, qualità del lavoro e fattori a questi assimilabili possono inficiare pesantemente il modo in cui i giovani vivono la propria vita sessuale ed affettiva.
Come si manifesta l’iniquità erotica?
Ma come si manifesta concretamente l’iniquità erotica? Il discorso è ampio e racchiude molteplici aspetti: il progressivo prolungamento dell’adolescenza a cui abbiamo assistito negli anni ha determinato un costante procrastinamento nell’acquisizione di competenze quali la ricerca di un lavoro, il desiderio di autonomia, l’indipendenza economica, affettiva e relazionale. Quando questi elementi mancano e si assiste all’impossibilità di procedere nelle fasi di sviluppo si può andare incontro all’“iniquità erotica”, che può dare manifestazioni di malessere importanti (fino a vere e proprie sintomatologie di natura depressiva), difficoltà-impossibilità nell’instaurare relazioni sentimentali e/o sessuali, perdita di interesse verso le proprie passioni.
Quando nella vita non è possibile raggiungere traguardi socialmente e personalmente attesi si può infatti andare incontro a situazioni di profondo stress e malessere. Lo sviluppo dell’identità sessuale poggia sulla possibilità per la persona di avere spazi e tempi in cui sperimentare e conoscere profondamente se stesso/a e il proprio funzionamento. Quando per ragioni concrete e pratiche questo non è possibile, come ad esempio, a causa della convivenza con i propri genitori, si può verificare uno stallo dal punto di vista evolutivo.
Cause e conseguenze dell’iniquità erotica
Le cause dell’iniquità erotica sono di natura psicologica ed emotiva solo in parte, perché è presente anche un aspetto molto concreto, cioè la difficoltà nel trovare risorse per poter dar vita ad un processo di separazione dalla propria famiglia d’origine, dirigendosi verso il mondo adulto con le proprie risorse, i propri sforzi e con tutti i propri limiti. Accanto a questo, ovviamente, ci sono le caratteristiche di personalità, famigliari e culturali di un individuo, per cui persone che hanno una buona autostima e una buona autoefficacia percepita avranno, ad esempio, maggiori possibilità di non ritrovarsi in una condizione di “iniquità erotica” ma saranno invece portate, anche in presenza di difficoltà concrete, a portare avanti il proprio processo di svincolo ed emancipazione.
Le conseguenze di questa condizione purtroppo sono spesso sottotraccia. Di rado emergono come sintomi o manifestazioni chiare e nette, più frequentemente si rintraccia una generale immaturità dal punto di vista affettivo e relazionale, una incapacità o una profonda difficoltà nel sentire autenticamente quali siano i passaggi evolutivi che dovrebbero essere portati avanti. Si assiste ad una sorta di circolo vizioso che si auto-alimenta, più la persona vive una condizione di precarietà più si assiste ad una difficoltà nel valutare possibili alternative e modalità per uscirne.
Possibili risposte all’iniquità erotica
L’educazione sessuo-affettiva ha un ruolo centrale nel quadro in cui si sviluppa l’iniquità erotica. Purtroppo, in Italia, siamo ancora troppo indietro e il divario con gli altri Paesi europei più evoluti è ormai molto ampio.
In questo caso, però, la questione è più delicata: accanto all’assenza di un’educazione sessuo-affettiva strutturata si assiste ad una povertà e ad una mancanza di strumenti economici e concreti che aggravano la situazione della persona. In primo luogo, andrebbero incentivate quelle politiche di aiuto e sostegno ai giovani, soprattutto per coloro che vivono condizioni di disagio economico e/o sociale.
Creare una rete di aiuto e sostegno tra i giovani dove chi ha situazioni di maggiore facilitazione possa porsi anche come modello, oltre che come aiuto. Contemporaneamente, potrebbero essere integrate nei percorsi scolastici forme di educazione alla sessualità e all’affettività che possano andare di pari passo con interventi rivolti al sostegno e alla crescita dell’autonomia del singolo.

