Il linguaggio del corpo nella seduzione

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Articolo di Gaetano Gambino

Sebbene il desiderio nel corteggiamento venga spesso espresso attraverso le parole, è noto come molte forme di linguaggio non verbale (la gestualità, le posture, la prossemica, ecc.) risultino più evocative e, dunque, incisive.

Si può affermare che ogni cultura contempli i propri codici di seduzione, ma a un livello più sottile e profondo il modo in cui le emozioni si esprimono sul viso e sul corpo è universale: esse attivano le stesse zone del cervello, qualunque sia il luogo del pianeta in cui vengono osservate.

Come comunichiamo interesse con il linguaggio corporeo

A livello espressivo, le potenzialità seduttive si realizzano primariamente attraverso il viso: gli elementi più influenti sono lo sguardo, le labbra e la posizione delle mani e della testa. Gli occhi di una persona che sta corteggiando sono più umidi, sembrando, quindi, più luminosi e brillanti; le pupille risultano più dilatate.

Le labbra possono esprimere l’oralità dei desideri di natura sessuale. I movimenti che particolarmente interessano il processo seduttivo sono quelli che coinvolgono il labbro inferiore che può essere accarezzato dagli incisivi superiori o umettato dalla lingua.

Quando si è a proprio agio tendenzialmente la testa si inclina nella direzione dello sguardo, facendo assumere un atteggiamento più dolce ed empatico. Il movimento delle mani intorno al viso può esprimere l’intento di sedurre. In modo particolare, l’accarezzarsi i capelli è una modalità frequentemente messa in atto per attirare l’attenzione su di sé.

Altri due elementi molto importanti della seduzione sono due sensi: il tatto e l’olfatto. Toccarsi rafforza la prossimità e l’intimità di due individui. Se il loro livello di conoscenza è basso possono bastare contatti di meno di un secondo per suscitare simpatia nell’altro. L’olfatto implicato nella seduzione raccoglie odori non identificabili coscientemente, provenienti dalla pelle.

I simboli della seduzione secondo la prospettiva evoluzionistica

Dal punto di vista biologico, la scelta del partner è orientata secondo i canoni richiesti dall’evoluzione. Gli esseri umani sono tutti discendenti di una lunga e ininterrotta catena di antenati che sono riusciti in compiti necessari per sopravvivere, accoppiarsi e accudire la prole. Hanno così ereditato gli adattamenti elaborati in passato, migliorandoli in relazione alle esigenze del presente.

Secondo questa prospettiva, ciò che è considerato attraente in un uomo è la capacità che possiede di occuparsi della compagna, sia da un punto di vista di protezione fisica che in termini di disposizione di risorse economiche.

Sempre secondo tale ottica evoluzionistica, le caratteristiche fisiche considerate attraenti nelle donne, invece, riguarderebbero spesso elementi che rimandano alla fertilità. Gli uomini maturi tenderebbero a preferire compagne più giovani proprio per questo motivo.

È davvero così semplice?

Tutte le considerazioni espresse finora, in particolare quelle che riportano come “universalmente” seducente questa o quella caratteristica della persona e del comportamento, avranno portato a storcere il naso di non pochi lettori. Si potrebbero fornire, in effetti, infiniti esempi che contraddicono tali canoni. Ciò ci porta a rivedere l’aspettativa secondo cui solo i più “evoluti” e i più “adatti alla sopravvivenza” risultino appetibili.

Ciascun individuo ha un percorso di vita unico, caratterizzato da esperienze emotive e relazionali significative, che hanno contribuito a formarne una sensibilità specifica. È una sorta di “mappa” contenente gli indizi di ciò che risulterà sessualmente e affettivamente seducente di per sé.

Non bisogna affatto trascurare, inoltre, un dato culturale fondamentale: nell’ultimo mezzo secolo le donne si sono sempre più affrancate da certe aspettative sociali che le volevano realizzate soltanto attraverso la procreazione e l’accudimento della prole, relativizzando in modo radicale il fascino legato allo status socio-economico del partner maschile. Nonostante ciò, alcuni “gesti di cavalleria” hanno ancora un potere evocativo e seduttivo molto forte per una parte dell’universo femminile. Potremmo dire che tali aspetti “di forma” continuano ad avere un loro importante ruolo simbolico, dipanando il filo di un discorso che dovrà trovare molte altre conferme nella speciale sintonia che potrà crearsi tra due anime. Questo prescinderà da considerazioni semplicistiche che vengono spesso proposte in vari manuali e corsi di seduzione.

L’unico vero precetto che possiamo riconoscere come universalmente valido ed imprescindibile nel mondo affascinante della seduzione è il rispetto per l’altro. Tutto il resto potrà essere il frutto unico della creatività, della passione e dell’autenticità di ciascun individuo.

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