Articolo di Gaetano Gambino
La relazione tra sesso e sport è spesso oggetto di discussione e continua a sollevare alcuni falsi miti. Proviamo a fare chiarezza e a rispondere alle domande più frequenti.
Esiste una correlazione tra la sfera sessuale e quella sportiva? Quando l’una può influenzare l’altra?
Semplificando, potremmo dire che un esercizio fisico costante migliori la qualità della vita sessuale e che quest’ultima, invece, non abbia alcun impatto sull’attività sportiva. Ma esplorando il loro rapporto più da vicino dobbiamo riconoscere che la questione è ben più complessa. Vi sono, infatti, delle eccezioni importanti. Ad esempio, uno stile di vita caratterizzato da un’attività fisica troppo intensa ed estenuante o il maggior rischio di infortuni per chi pratica sport possono avere un impatto negativo sulla sfera sessuale. Allo stesso tempo, il particolare clima emotivo in cui si svolge un’esperienza sessuale prima di un evento sportivo può influire positivamente, negativamente o per nulla sull’attitudine di un atleta.
Dal punto di vista endocrinologico sappiamo che un’attività fisica regolare contribuisce ad un’efficace regolazione dei livelli ormonali nel sangue, compresi quelli che influenzano la risposta sessuale. Bisogna, però, specificare il contesto in cui si realizzano le prestazioni sportive: nel caso di un evento competitivo importante si potrebbero attivare delle risposte neuroendocrine allo stress con conseguente impatto negativo sulla sessualità. Sugli effetti ormonali dell’attività sessuale non è stata fatta ancora chiarezza. Si possono registrare dei cambiamenti nei livelli di testosterone durante e subito dopo un rapporto sessuale, ma ciò non ci consente di trarre alcuna indicazione su se e come tali modificazioni possano influenzare la vita di uno sportivo.
Un’attività fisica regolare può incidere sul desiderio sessuale e sull’esperienza del piacere?
Molte delle difficoltà nella sfera sessuale – che possono investire il desiderio, l’eccitazione, l’orgasmo o il contatto col piacere in generale – derivano dall’interazione di fattori organici (problematiche cardio-vascolari, condizioni croniche, alterazioni dei livelli ormonali, ecc.) e psicologici (ansia, depressione, sentimenti di inadeguatezza in relazione al proprio corpo, ecc.).
Un esercizio fisico costante ha effetti positivi sul sistema cardio-vascolare e aiuta a prevenire l’insorgenza di condizioni come diabete e obesità, riduce il rischio di depressione, aiuta a gestire gli stati ansiosi, promuove un’immagine positiva di sé e del proprio corpo. In altre parole, avere uno stile di vita che contempli un’adeguata attività fisica contribuisce in modo determinante al benessere psicofisico, condizione indispensabile per una vita sessuale soddisfacente.
Quando lo sport ha effetti negativi sulla libido?
Come detto in precedenza, un esercizio fisico eccessivamente intenso così come il rischio di infortuni legati allo sport possono rendere la persona meno disponibile a contattare il piacere sessuale. Non dimentichiamo, infine, che spesso un evento sportivo è vissuto dall’atleta, agonista o amatore che sia, come un’esperienza molto connotata emotivamente. Intensi vissuti di paura, ansia, ma anche di gioia ed entusiasmo, rappresentano delle forme di adattamento allo stress che possono inibire temporaneamente il desiderio sessuale.
L’attività sessuale può influenzare le performance sportive?
Certe credenze sul fatto che abbandonarsi ai piaceri della sessualità sia deleterio per la prestazione atletica sono diffuse fin dall’antichità. Tali convinzioni restano dure a morire anche oggi trovando spazio nelle idee di alcuni allenatori e preparatori atletici più tradizionalisti. In realtà, non ci sono evidenze scientifiche che confermino un tale timore. Inoltre, nel prendere in considerazione gli effetti della vita sessuale sull’attività sportiva, dovremmo considerare molte variabili importanti, come il lasso di tempo tra un’esperienza sessuale e l’esercizio fisico; il contesto emotivo, le caratteristiche di personalità di un individuo, il tipo di sport praticato, l’eventuale assunzione di alcol o droghe, le ore di sonno perse e così via. Tali dimensioni possono rendere la correlazione tra sesso e prestazione atletica molto più imprevedibile.
In linea di massima, la sessualità di per sé non ha un effetto apprezzabile sulle prestazioni sportive, per questa ragione molti esperti suggeriscono di mantenere le proprie abitudini sessuali a prescindere dall’evento sportivo.
In alcuni casi si osserva, invece, un effetto positivo da parte dell’attività sessuale che può essere così semplificato: ogni atleta necessita di un livello specifico di attivazione per ottenere una buona performance, che può essere individuato dal cosiddetto modello della “U rovesciata”, secondo il quale livelli troppo bassi o troppo alti interferiscono sulla performance; un rapporto sessuale o dell’autoerotismo la sera prima di una gara possono contribuire a raggiungere quella misura ottimale di attivazione, in quanto sono esperienze che favoriscono una migliore autoregolazione delle emozioni, favorendo il rilassamento quando si è troppo “attivati” o ansiosi e, viceversa, stimolando una risposta di maggiore vitalità in presenza di stati emotivi o dell’umore bassi.

