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La Sindrome di Otello: quando la gelosia diventa delirante!

Marta Giuliani

Sindrome di Otello La gelosia è un sentimento universale caratterizzato dal timore, dal sospetto o dalla certezza di perdere la persona amata ad opera di altri. È una condizione emotiva che sperimentiamo, in modo più o meno consapevole, fin dalla nostra prima infanzia e che può assumere diversi livelli di intensità, in base al grado di ansia e pervasività che tale condizione arriva a ricoprire nella nostra vita. Per alcuni individui, infatti, la paura dell'abbandono può diventare assolutamente insostenibile al punto di attivare sentimenti e pensieri talmente angoscianti da arrivare ad essere definiti come patologici e paranoici. Il DSM 5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders - 5 edition) riconosce due versione cliniche della gelosia: una nevrotica, inserita tra i Disturbi Ossessivo-Compulsivi non altrimenti specificati e caratterizzata da preoccupazioni intrusive non deliranti sul tema della fedeltà del partner; ed una psicotica, inserita all'interno dei Disturbi dello Spettro Schizofrenico e altri Disturbi Psicotici e caratterizzata da veri e propri deliri che vertono sul tema dell'abbandono e dell'infedeltà del partner. Quest'ultima condizione è conosciuta clinicamente come "Delirio di Gelosia" o "Sindrome di Otello", in onore dell'omonimo protagonista dell'opera di Shakespeare che arrivò ad uccidere l'amata Desdemona convinto erroneamente del suo tradimento e in preda a quel "mostro dagli occhi verdi che dileggia la carne di cui si nutre". Mentre nella gelosia ossessiva l'individuo è in dubbio sulla possibile infedeltà del partner ed è continuamente alla ricerca di segnali che possano lenirlo, confermarlo o smentirlo, nella Sindrome di Otello, invece, il soggetto è pienamente convinto dell'adulterio e tenta continuamente di far ammettere all'altro le sue colpe. Siamo di fronte ad una forma delirante pura, ma in cui l'infedeltà è espressa in modo coerente ed elaborato, senza le contraddizioni e le bizzarrie di cui sono soliti i deliri schizofrenici, senza allucinazioni nè deterioramento di personalità e anzi, spesso, con il mantenimento di standard comportamenti e culturali socialmente accettabili. Le persone colpite da tale Sindrome sviluppano più facilmente della popolazione generale comportamenti di tipo deviante quali stalking, violenza domestica, crimini contro il patrimonio e contro la persona, e sembrano comunemente riportare in comorbidità disturbi neurologici (es. Parkinson, trauma cerebrale, infarto cerebrovascolare, disregolazione dopaminergica) o altri disturbi psichiatrici (es. dipendenza da alcool, comportamento antisociale e disturbi affettivi). Recentemente un gruppo di ricercatori italiani del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università di Pisa ha svelato che le radici neuronali della Sindrome di Otello si trovano nella corteccia frontale ventro-mediale, un'area del cervello solitamente deputata al controllo complesso dei processi cognitivi e affettivi. Se quindi la gelosia va considerata un'emozione innata e del tutto naturale è necessario anche saperne individuare e conoscere le diverse sfumature patologiche e gli eventuali squilibri biochimici che possono trasformarla in una vera e propria ossessione pericolosa. L'obiettivo, infatti, non è quello di strumentalizzare possibili difficoltà comunicative della coppia, ma attivare un vero e proprio processo di prevenzione e individuazione delle condizioni a rischio per scongiurare tutti quegli effetti aggressivi secondari di cui la Sindrome di Otello è spesso dolorosa causa.