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Depositato in Senato il Disegno Di Legge sull'assistenza sessuale ai disabili

Michela Pieroni

Disegno Di Legge sull'assistenza sessuale A partire dal recente interesse nato intorno al tema del diritto alla sessualità per le persone disabili, alimentato e incentivato dal "Comitato promotore per la realizzazione ed il sostegno di una iniziativa di legge popolare per l'assistenza sessuale alle persone con disabilità", il 9 aprile 2014 è stato depositato in Senato il primo disegno di legge in materia. Il ddl N.1442 - Disposizioni in materia di sessualità assistita per persone con disabilità, che vede come primo firmatario il senatore PD Sergio Lo Giudice, ha lo scopo di riconoscere, anche nel nostro paese, la figura dell'assistente sessuale per i disabili, professione inquadrata e regolamentata in svariati paesi europei. Come si legge nell'introduzione al ddl, i diritti sessuali sono oggi riconosciuti a pieno titolo diritti umani e l'espressione della sessualità è parte integrante dello sviluppo della persona. Ogni individuo, quindi, indipendentemente dalla condizione di disabilità, ha il diritto di disporre di opportunità e mezzi adeguati a compiere scelte informate e responsabili in merito alla propria salute sessuale. La condizione di disabilità, quando legata ad una ridotta autosufficienza a livello di mobilità, a ridotte capacità di intrattenere relazioni interpersonali su un piano psicoaffettivo o a causa di un aspetto fisico ritenuto distante dagli attuali canoni estetici, può impedire l'accesso ad una dimensione sessuale, emotiva e affettiva soddisfacente. Quindi, allo scopo di favorire l'espressione di tutti questi aspetti, il ddl presentato in Senato ha l'intento di istituire la figura dell'assistente sessuale: un operatore professionale che, a seguito di un percorso formativo psicologico, sessuologico e medico, dovrà essere in grado di aiutare le persone con disabilità fisico-motoria e/o psichico/cognitiva a vivere un'esperienza sessuale, svolgendo contemporaneamente un'azione di educazione alla sessualità e all'affettività. A tal proposito, tutte le regioni italiane e le province di Trento e Bolzano dovranno procedere alla predisposizione di un elenco di persone accreditate allo svolgimento della funzione di assistente sessuale, determinando criteri e procedure per l'accreditamento stesso. In ogni caso, il possesso dell'idoneità psico-fisica all'attività di assistente sessuale sarà certificata dalla ASL competente, così come la definizione del tipo e gravità della disabilità dell'utente che rende funzionale l'intervento professionale dell'assistente per l'esercizio della sessualità. Quella che si è configurata da sempre come una battaglia di civiltè, contro il pregiudizio che vede le persone con disabilità come asessuate o inadatte ad esprimere la propria dimensione erotico-sessuale, segna oggi un punto importante in Parlamento e, nonostante la strada verso il traguardo finale sia ancora lunga, la prima fondamentale pietra è stata posta.