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Ru486: via libera del Consiglio sanitario della Toscana per l'erogazione della pillola abortiva anche fuori dagli ospedali

Michela Pieroni

Ru-486 È la Toscana la prima regione italiana ad autorizzare la somministrazione della Ru486, meglio conosciuta come "pillola abortiva", anche al di fuori degli ospedali e non più solamente in regime di ricovero. Ad esprimere parere favorevole all'erogazione della Ru486, nel rispetto delle norme vigenti, anche da parte di poliambulatori e consultori del territorio toscano è stato il Consiglio sanitario regionale, che ha fornito alcune linee-guida per la somministrazione del farmaco nelle nuove sedi. A questo proposito, la struttura territoriale non ospedaliera dovrà tenere in osservazione la donna per le due ore successive all'assunzione della pillola. Di seguito, la donna potrà ritornare a casa con i riferimenti telefonici sia della struttura che di un medico dell'ospedale reperibile 24h. A distanza di 48 ore, la donna potrà ripresentarsi al centro per l'assunzione della seconda pillola e per fissare la visita di controllo prevista a 15 giorni di distanza. La notizia, naturalmente, ha scatenato una serie di reazioni contrastanti: da quelle allarmate delle associazioni cattoliche e pro-life, che vedono in questa decisione una sorta di deregulation in materia di accesso all'aborto e una minaccia alla salute della donna, fino a quelle laiche, che ne sottolineano invece gli aspetti del rafforzamento della libertà di scelta e del minor impatto psicologico di tale pratica rispetto a quella chirurgica. Ad ogni modo, sottolineando l'incessante bisogno di politiche di prevenzione efficaci volte alla diffusione di una seria cultura della contraccezione, possiamo comunque ritenere che, per la donna, l'interruzione chimica di una gravidanza sia un passo in avanti rispetto a quella chirurgica e che la possibilità di entrare in contatto con una realtà multidisciplinare, quale quella dei consultori, composta non solo da medici ma anche da psicologi e assistenti sociali, possa offrire alle utenti un supporto maggiormente articolato e un accompagnamento qualificato nel percorso che esse decideranno di intraprendere. Infine, queste le parole con cui il presidente della regione Toscana Enrico Rossi ha accolto la notizia: "Questo, riconferma e amplia il parere già espresso dal consiglio, secondo cui la pillola poteva essere erogata in regime di dayhospital. A mio parere una posizione valida e scientificamente fondata, che tiene conto delle esigenze di sicurezza della donna senza costringerla ad un inutile ricovero ospedaliero. Tutto il mio apprezzamento per il coraggio intellettuale e per la chiarezza scientifica espressa dai medici e dai tecnici che compongono l'organismo regionale". Dopo il primo passo della Toscana, altre regioni seguiranno il suo esempio? Certamente, fin dalla sua introduzione nel 2009 sul mercato italiano, la Ru486 è stata capace di innescare dibattiti dalle tinte decisamente accese.