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Prodotti "naturali" per la sessualità acquistabili on-line:
uno studio italo-inglese mette in guardia sui possibili effetti collaterali

Michela Pieroni

ProdottiNaturali Lo studio, pubblicato a giugno sulla rivista "BioMed Research International", fa luce su un fenomeno che, negli ultimi anni, ha visto una sempre maggiore diffusione: l'utilizzo di composti a base di erbe, acquistabili su internet, che promettono strabilianti risultati nella sfera sessuale, dalla funzionalità erettile, all'eccitazione fino al desiderio sessuale. Nonostante, spesso, la dubbia efficacia rispetto agli effetti desiderati, il segreto di tanto successo è nella veste con cui si presentano: integratori alimentari "naturali" e, quindi, sicuri, una valida alternativa all'utilizzo dei farmaci. Tuttavia, sottolinea il team di ricercatori, essi spesso contengono agenti psicoattivi potenti che non vengono riportati sulla confezione, mentre risulta piuttosto difficile determinare la reale incidenza degli effetti collaterali, dal momento che tali prodotti sono sottoposti a controlli molto meno rigidi rispetto a quelli dei farmaci, con le immaginabili conseguenze a livello di salute pubblica. Il team di ricercatori, quindi, ha monitorato per alcuni mesi il web attraverso 136 siti internet che si occupano a vario titolo di tali prodotti, individuando quelli più diffusi e valutandone i principi attivi attraverso un'analisi della letteratura scientifica. Dai risultati ottenuti, quattro principi attivi, (yohimbina, maca, horny goat weed e ginkgo biloba) utilizzati nella preparazione di vari composti, sono stati segnalati come ipoteticamente dannosi a livello di effetti collaterali di tipo psichico. In generale, reazioni avverse, in particolare per chi soffre di disturbi psichiatrici, legate all'utilizzo di tali prodotti sono riferibili alla loro azione sul sistema nervoso centrale con l'induzione di sintomi quali alterazioni dell'umore, ansia, depressione, episodi maniacali, allucinazioni e comportamenti di dipendenza. Ulteriore rischio legato al consumo di tali composti è la loro possibile interazione con altri farmaci e l'impossibilità di stabilire l'esatta dose di principio attivo contenuta, mentre gli scarsi studi disponibili sulla loro efficacia a livello di funzionalità sessuale hanno ottenuto risultati controversi. Lo studio condotto, in definitiva, lancia l'allarme rispetto ad una pratica scorretta che si va sempre di più diffondendo: quella di cercare una soluzione facile, rapida e "protetta dall'anonimato" attraverso cui risolvere le proprie difficoltà sessuali, con tutte le conseguenze negative derivanti dall'assunzione di sostanze scarsamente controllate e dagli effetti collaterali difficilmente quantificabili. Allo stesso modo, non va dimenticato che le disfunzioni sessuali sono, frequentemente, caratterizzate da difficoltà psicologiche e accompagnate da emozioni negative quali ansia, tristezza, rabbia, disgusto, senso di colpa, vergogna, etc. Queste difficoltà, quindi, sono causa di sofferenza per l'individuo, di conflittualità per la coppia e fonte di vissuti negativi che andrebbero affrontati efficacemente nell'ambito di una terapia psicosessuologica, dove poter elaborare quegli aspetti profondi che compromettono il benessere e non consentono una sessualità appagante.