ARCHIVIO NEWS S.I.S.P.

Sisp :
Home
/
Archivio News

Un porno tutto al femminile: libera il desiderio e l'immaginario erotico delle donne?

Alessandra Recine e Valentina Cosmi

PornoFemminile L'erotismo al femminile sbarcherà in Italia. Più che una semplice affermazione, si tratta della sfida lanciata al cinema italiano dalle "Ragazze del porno". L'iniziativa ha l'intento di realizzare, tramite una campagna di crowfunding, un lungometraggio destinato ad un pubblico femminile che racchiuda 10 corti, girati da 10 artiste diverse "per un prodotto pop e politico, perchè se i porno diventano creativi e liberatori sono molto più potenti". Alla base del progetto l'idea, condivisibile, che la vita sessuale delle donne italiane sia molto lontana dall'avere una sua espressione autentica e che il desiderio femminile rimanga ancora oggi incastrato in antichi pregiudizi e tabù. Che la sessualità femminile fosse "problematica" e pericolosamente potente era già evidente dagli anni 50 quando Kinsey, dopo aver promosso e realizzato l'indagine per il famoso Rapporto - Sexual Behaviour in the Human Male (1948), trovò maggiori difficoltà (a partire appunto dalla ricerca di fondi) nel realizzare lo stesso studio sul versante femminile (Sexual Behaviour in the Human Female - 1953). Quindi, come non apprezzare lo sforzo di un'iniziativa che "nasce da una mancanza politica, culturale e di immaginario"?. Ma se l'intento è quello di educare, di provare a raccontare come nasce il desiderio femminile e come cresce, se l'obiettivo è quello di gettare luce su qualcosa rimasto in ombra per troppo tempo, possiamo forse chiederci perchè come donne sentiamo spesso la necessità, ancora una volta, di farci scudo del mondo maschile, dei suoi modelli, delle sue abitudini: come ad esempio la pornografia. Le parole sono importanti e proprio le parole sembrano confondersi più volte, dove i termini erotismo e pornografia si sovrappongono e vengono utilizzati l'uno quasi come sinonimo dell'altro. Una riflessione in tal senso, pensando al porno femminile, non può non tener conto delle ripercussioni di un prodotto di questa portata sul grande pubblico: il rischio potrebbe forse essere quello di proporre ad una vasta platea maschile, qualcosa che nasce con un intento molto diverso. Il pericolo reale, allora, può diventare quello di un ritorno al punto di partenza: una sessualità pornografica femminile ad uso e consumo di un pubblico maschile, secondo modalità e schemi propri del mondo maschile e "modellati" dalle donne. Ma una cultura che considera la sessualità maschile una forza della natura che va soddisfatta a tutti i costi mentre fa fatica a concedere uno spazio alla sessualità femminile, sarà in grado di aprirsi ed accogliere questa iniziativa? Staremo a vedere se questo progetto, che nasce dalle donne per le donne, riuscirà ad indicare una via diversa, un passaggio dalla "pornografia" di stampo maschile, ad un "erotismo al femminile". Ancora una volta, potremmo infatti chiederci se, tra uomini e donne non si possano anzichè omologare, attraversare quelle differenze di genere che nel corso del tempo hanno reso così ricco e stimolante l'osservazione e lo studio dei rapporti uomo-donna.