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"The Feminist Porn Book": il femminismo si cala nella pornografia e fa parlare di sé

Alessandra Recine e Michela Pieroni

PornoBook "The Feminist Porn Book - The Politics of Producing Pleasure" è una raccolta di saggi con cui la pornografia sta cercando di denudarsi dalla veste di strumento al servizio di un pubblico prettamente maschile ed affermarsi quale mezzo prodotto dalle donne ed utilizzato a scopo espressivo e informativo. L'opera nasce dalla corale collaborazione di autrici come Celine Parrenas Shimizu, Constance Penley, Mireille Miller-Young, Susie Bright, Candida Royalle, Betty Dodson - solo per citarne alcune - tutte protagoniste assai abili nel miscelare i discorsi accademici sul tema del rapporto tra femminismo e pornografia, le esperienze dirette, le molte ricerche sul campo e la marea di dati e studi oramai storicizzati su una delle industrie più redditizie e in crescita delle ultime tre decadi quale è appunto quella della pornografia. Il messaggio di cui le autrici si fanno portavoce fa senz'altro riflettere. "Si intende partire dalle donne per contestare le barriere dell'identità di genere, di razza, di età, di classe e di qualsiasi altra categoria sociale rappresentata in un film porno" - sostiene Mireille Miller-Young - non solo, le autrici ambiscono anche a sradicare miti e false credenze riguardo la genesi e l'espressione del piacere femminile, favorire una riflessione ed una revisione di quelli che sono i canoni di bellezza dominanti all'interno del genere maschile e in quello femminile al fine ed educare al rispetto della diversità e dar voce ad un piacere che non sia più al servizio di quello maschile. Sicuramente condivisibile l'idea delle autrici di fare in modo che la sessualità delle donne riesca finalmente a spogliarsi dei tabù e ad avere una sua espressione autentica, ciò che fa riflettere è il mezzo con cui esse si propongono di raggiungere questo obiettivo. Ci si chiede infatti: è davvero possibile realizzare un "porno al femminile" che abbia una funzione espressiva ed educativa e non sia invece l'ennesimo prodotto ad uso e consumo di un pubblico maschile? Ma soprattutto, siamo certi che l'educazione alla sessualità e alle differenze di genere possa passare attraverso la pornografia? È vero, i film possono essere un buono strumento educativo ma l'educazione alla sessualità intesa anche come educazione all'espressione del piacere, prima di essere eventualmente messa in scena attraverso un film, passa tra i banchi di scuola. Infatti, è solo attraverso una promozione alla salute sessuale che inizia precocemente che si possono raggiungere obiettivi così grandi e importanti come quelli che si sono prefisse le autrici di "The Feminist Porn Book - The Politics of Producing Pleasure".