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Sbarca in Italia la moda del "bugchasing": fare sesso per contrarre l'HIV

Alessandra Recine e Luca Pierleoni

Bugchaser La sessualità si presta senza alcun dubbio ad infinite declinazioni e trasgressioni, ma immaginare di cercare "partner portatori di HIV" sembra veramente l'ultima frontiera dell'illecito. Ed è proprio una ricerca, a tratti quasi spasmodica, di un partner sieropositivo con il quale avere rapporti sessuali non protetti con l'obiettivo di contrarre l'HIV, ciò che si nasconde dietro la nuova "moda" choc sbarcata anche nel nostro Paese: il bugchasing. Il fenomeno del "bugchasing" (letteralmente caccia al parassita), che ha iniziato a diffondersi negli USA attorno agli anni Novanta, viene invece portato alla luce in maniera massiccia in Italia solo qualche mese fa, dalla trasmissione televisiva Le Iene. Il reportage oltre ad evidenziare questa manifestazione del comportamento sessuale di alcune persone omosessuali ha portato all'apertura di un'inchiesta, dal momento che avere un rapporto sessuale con l'intenzione deliberata di contagiare il o la partner espone il soggetto ad una possibile denuncia per lesioni personali, indipendentemente dal fatto che la persona contagiata sia consenziente o meno al momento del rapporto. Il video inoltre ha mostrato l'esistenza di un sito web costruito ad hoc per mettere in contatto le persone sane (sieronegative) ma che desiderano farsi contagiare dai cosiddetti "gift giving", ossia i donatori. Già dopo le prime indagini è stata disposta la chiusura del sito ma in rete e sui social network continuano ad essere presenti molteplici punti di incontro per chi intende praticare il bugchasing, fra cui per esempio un gruppo Facebook creato nel dicembre 2012 e che avrebbe già coinvolto più di 400 utenti, oltre ad un numero ancora imprecisato di blog che facilitano gli incontri. Ma cosa spinge una persona a desiderare di contrarre l'HIV attraverso dei rapporti sessuali non protetti con persone sieropositive? Semplice fascino del proibito misto al desiderio di provare nuove emozioni? Oppure si tratta di una strategia malsana messa in atto da giovani e adulti per esorcizzare la paura delle malattie? Alcuni bugchasers dichiarano che il rischio relativo al contrarre il virus aumenta il desiderio e l'eccitazione durante l'atto sessuale; altri invece sperimentano una sensazione liberatoria legata al contagio immediato dell'HIV. Questo comportamento eviterebbe, infatti, tutte quelle "limitazioni" e "complicazioni" legate ai comportamenti sessuali sicuri: in sintesi, il vissuto è quello di un liberazione sessuale a seguito della siero conversione. In altri casi ancora, alcuni soggetti riportano un vissuto di stress così elevato legato alla necessità di monitorare la sessualità in ogni dettaglio, all'idea che ogni partner sessuale potrebbe essere un potenziale "assassino", tale da spingerli a preferire quasi in maniera "logica" le conseguenze psicofisiche di una malattia divenuta oggi "cronica". Come tutti i comportamenti devianti e pericolosi, il bugchasing andrebbe prevenuto più che combattuto. A tal proposito, risulta fondamentale un'educazione alla sessualità e all'affettività che insegni ai bambini prima, ed ai giovani poi, ad associare la poliedrica sfera della sessualità al coinvolgimento e al rispetto individuale e reciproco. Solo così infatti si potrà garantire loro l'esercizio di una sessualità adulta sana e perchè no, anche trasgressiva, ma lontana da pericoli per la propria ed altrui salute.