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Dispareunia: quando fare l'amore fa rima con dolore

Alessandra Recine e Luca Pierleoni

Dispaurenia


Quando pensiamo al sesso siamo comunemente portati a collegarlo all'idea di un'attività intima e piacevole per entrambi i componenti della coppia. Invece, non sempre è così. All'attività sessuale può infatti associarsi un dolore silente e invalidante chiamato dispareunia.


Di cosa si tratta?

Il termine dispareunia (dal greco, dys, cattivo, e pareunos, che giace accanto) indica il persistente o ricorrente dolore genitale che può manifestarsi al tentativo di penetrazione, durante o, più raramente, dopo un rapporto sessuale. La dispareunia nell'ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) viene inquadrata nelle disfunzioni sessuali e, più nello specifico, nella categoria dei Disturbi da dolore genito-pelvico e della penetrazione. Il momento d'insorgenza del dolore rappresenta un elemento assolutamente indispensabile per classificare la dispareunia: si parla di dispareunia primaria (detta anche lifelong) quando il dolore durante la penetrazione si presenta sin dall'inizio della vita sessuale, e di dispareunia secondaria quando il disturbo si manifesta in seguito ad un periodo di adeguato e soddisfacente funzionamento sessuale. Altra variabile fondamentale nella diagnosi di dispareunia è il distress (disagio) percepito dalla donna di fronte al dolore genitale che può essere lieve moderato o severo.


Incidenza

Graziottin e Gambini (2015) parlano di un'incidenza della dispareunia pari al 12-15% nelle donne in età fertile fino ad arrivare al 45,3% nelle donne in menopausa. Questi dati trovano un'ulteriore conferma in una recente indagine condotta dai ricercatori della University College London e il NatCen Social Research su 7 mila donne inglesi tra i 16 e i 74 anni. Pubblicato sull'International Journal of Obstetrics and Gynaecology, lo studio rivela che circa il 7,5% delle intervistate prova dolore durante i rapporti sessuali e, di queste, circa un quarto lo aveva anche sperimentato frequentemente o, addirittura, ad ogni rapporto nei sei mesi precedenti l'indagine. Tuttavia, è possibile ipotizzare che a causa dei tabu e dei pregiudizi rispetto alla sessualità e al dolore ancora esistenti nella nostra società, le percentuali in nostro possesso siano ancora sottostimate.


Cause

Relativamente all'eziologia, la dispareunia si presenta come una problematica complessa, risultato di diversi fattori di natura organica, psicologica e relazionale che presi singolarmente o in associazione possono contribuire alla sua insorgenza o al suo mantenimento. Tra le cause organiche più comuni ritroviamo: patologie genito-urinarie, malattie veneree, infezioni vaginali ricorrenti e/o croniche, traumi derivanti da interventi di chirurgia pelvica, l'ipoestrogenismo che si verifica in menopausa, alcune malattie del sistema immunitario, l'assunzione di farmaci (antidepressivi, tranquillanti o antipsicotici). Anche fattori psicologici quali: ansia, depressione, un atteggiamento di ipercontrollo, un'educazione familiare e/o religiosa rigida e sessuofobica possono contribuire alla progressiva acutizzazione della dispareunia. In ultima battuta, ma non meno importanti, le problematiche relazionali interne alla coppia possono alimentare il dolore percepito durante i rapporti sessuali.


Quali conseguenze per la coppia?

Il dolore sessuale non va ad influenzare solamente il funzionamento e la soddisfazione sessuale delle donne che lo esperiscono, ma può avere delle ricadute anche sulla relazione di coppia. Molte coppie, infatti, riferiscono un allontanamento dalla sessualità dopo un periodo di tentativi ripetuti di rapporti, nella speranza che la percezione del dolore sia limitata o addirittura scompaia. Quando questo non avviene, la donna sente diminuire il suo desiderio nei confronti dell'attività sessuale e, non di rado, manifesta anche un rifiuto nei confronti dell'intimità e la pressione del partner è vissuta come forzatura ed una mancanza di comprensione nei suoi confronti. Non è raro poi che i partner di donne con dispareunia presentino già in partenza (collusione di coppia), o sviluppino a loro volta, dei vissuti emotivi negativi e/o delle difficoltà sessuali (disfunzione erettile, bassa soddisfazione sessuale ecc.) che andranno a sommarsi alla problematica presentata dalla donna rendendo la prognosi e il trattamento più articolate.
Inoltre, il modo in cui il partner risponderà al dolore della compagna (sia con uno spirito di silenziosa rassegnazione sia con un fare aggressivo) rivestirà un ruolo importante nel mantenimento e nella cronicizzazione del problema. Potrebbe essere invece positivo, esprimere da parte dei partner un partecipato ma non aggressivo interesse alla problematica sessuale stessa.


Come uscire da questo circolo vizioso?

L'eziologia multicausale della dispareunia evidenzia l'importanza di un trattamento integrato che focalizzi l'attenzione sulla coppia e comprenda la collaborazione di più figure specialistiche: ginecologi esperti in dolore sessuale, psicologi esperti in terapia sessuale e fisioterapisti del pavimento pelvico. È importante poi che i membri della coppia imparino a comunicare tra loro riguardo le proprie emozioni, i propri bisogni e, più nello specifico, sulla sessualità: questo infatti pu` essere di grande aiuto nel migliorare la comprensione e la risoluzione della dispareunia.