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Pratiche sessuali estreme: il BDSM

Alessandra Recine

BDSM


Meglio fare l'amore come da tradizione, oppure un pizzico di trasgressione aiuta a provare più piacere? Eccoli sul ring: il sesso vanilla (classico) e quello kinky (eccentrico, non convenzionale). Il romanticismo si scontra con la passione, la tradizione con la trasgressione. E quando si è nel territorio della trasgressione non si può non parlare del BDSM.


Cos'è il BDSM?

L'acronimo BDSM indica un insieme di pratiche relazionali e/o preferenze sessuali basate sulla dominazione e la sottomissione: Bondage (B), Dominazione (D), Sadismo (S) Masochismo (M). Il Bondage è una pratica in cui attraverso corde, bavagli, catene, lacci si immobilizza il partner ponendolo così in una condizione di "costrizione" o "schiavitù" vissuta liberamente nel gioco erotico estremo. La Dominazione si rifererisce sia al piacere di lasciarsi guidare nelle proprie esperienze, vissuti e sensazioni dalla volontà del partner, ma anche alla "disciplina" poichè colui/colei che domina nell'atto sessuale (il Master o la Mistress) impone regole al/alla sottomesso/a (il o la Slave) che implicano una punizione qualora fossero trasgredite, lasciando ampio margine e gusto alle persone coinvolte di "scegliere fin dove si voglia spingere questo aspetto della relazione". Il Sadismo, invece, consiste nel trarre piacere nel far sperimentare al partner sensazioni di dolore in un contesto erotico di grande coinvolgimento all'interno del quale può farsi spazio anche il Masochismo, ovvero il fare di una sensazione di dolore sperimentata sul proprio corpo, un'esperienza positiva ed altamente eccitante.


Diffusione del femoneno

Negli ultimi anni il BDSM sembrerebbe essere esploso come pratica erotica "alternativa" che palesa il desiderio di molte persone di sperimentare diverse espressioni del piacere sessuale. Ma quanti sono coloro che praticano il sesso estremo? A detta di Ayzad, scrittore e giornalista esperto di erotismo estremo, nei Paesi industrializzati una persona su sei farebbe fantasie erotiche di dominazione/sottomissione e una su dieci le avrebbe poi effettivamente realizzate. In Italia, complice la legittimazione pubblica attraverso libri e film (Es. 50 sfumature di rosso, grigio, nero, ecc), gli adulti praticanti sarebbero poco più di quattro milioni con una crescita esponenziale del 200% delle ricerche a tema sul web da parte delle donne avvenuta negli ultimi due anni.


Le regole del "gioco"

Chi appartiene alla comunità BDSM non si improvvisa "Master" o "Slave" nè viene costretto a vestire i panni dello "schiavo" o del "padrone". Piuttosto, vi è una flessibilità dei ruoli per cui ognuno è libero di scegliere il ruolo che trova più congeniale e di cambiarlo nel tempo o a seconda del partner. Inoltre, i partecipanti al "gioco" seguono delle attente procedure per rendere l'esperienza il più sicura possibile abbracciando la regola del SSC (Sano, Sicuro e Consensuale) e il principio del RACK (Risk-Aware Consensual Kink), ovvero della consapevolezza di un rischio che i partner decidono di correre in pieno accordo durante la messa in atto di pratiche sessuali non convenzionali. A ciò si va poi ad aggiungere anche la safeword "parola di sicurezza": un gesto o una parola preliminarmente deciso dai partner che consente alla persona sottomessa di interrompere il gioco in qualsiasi momento. Tuttavia, è bene tenere presente che una costante ricerca del piacere estremo potrebbe portare in tempi brevi il padrone e lo schiavo all'assuefazione e, quindi, a spingere i limiti dell'esperienza sempre un pò più in là, con il rischio di perderli di vista. Insomma, il "gioco" potrebbe sfuggire di mano e le conseguenze potrebbero andare ben oltre qualche ecchimosi sul corpo!


Le pratiche

Tra le pratiche erotiche estreme che caratterizzano il BDSM possiamo ritrovare una serie di comportamenti che si organizzano in una dinamica dominante/sottomesso, in cui i partner utilizzano oggetti e materiali nel corso dell'interazione sessuale. Spesso in tali pratiche il sesso nella sua forma tradizionale è presente in misura minoritaria o addirittura ne è del tutto escluso. Sembrerebbe che questa nuova forma di sessualità si svincoli sempre di più dalla generatività portando il sesso lontano dalla procreazione o comunque non necessariamente al suo servizio. L'attenzione è spostata al bisogno di "recuperare" altri significati, mediante la stimolazione sensoriale estrema di sè o dell'altro. Spazio quindi al trampling un gioco erotico che consiste nel premere con i tacchi su alcune zone del corpo (capezzoli, genitali, etc) a scopo "punitivo"; allo spanking una pratica che consiste nello sculacciare il partner -a mani nude o con specifici strumenti- allo scopo di provocare l'eccitazione sessuale; al bondage che prevede una lenta immobilizzazione dell'altro attraverso lacci o corde o anche alla mummificazione che consiste nell'avvolgere in toto o in parte il corpo di una persona consenziente attraverso una camicia di forza o della pellicola per alimenti. Un'altra arte erotica è quella del tickling ovvero fare il solletico con particolari strumenti sensoriali (piumini, spazzole, etc.) o, più semplicemente, con le proprie mani.


Perchè praticare una sessualità "non convenzionale"?

Le motivazioni che possono spingere un individuo o una coppia a prediligere una sessualità "estrema" sono diverse. A volte il desiderio di sperimentarsi, di giocare con sè e con l'altro potrebbe essere il motore; in altri casi è la curiosità a vincere mista alla voglia di scontrarsi faccia a faccia con i propri limiti mettendosi alla prova; ma anche la brama di onnipotenza e dominio sull'altro potrebbe prevalicare. Qualche trasgressione all'interno della coppia può quindi essere ammessa, a patto che questa non divenga l'unica modalità per raggiungere il piacere. Infatti, nel caso in cui la sessualità di uno dei due partner si focalizzi su particolari comportamenti o oggetti con assenza di controllo degli impulsi e comporti il coinvolgimento di persone non consenzienti, non sarebbe più definibile come "estrema" ma sarebbe più corretto parlare di Disturbo Parafilico. In conclusione, spazio ad una sessualità "alternativa" nella coppia purchè questa non abbia l'esclusiva in camera da letto e sia vissuta nella piena consensualità e nel rispetto dell'altro!