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Piacere sessuale: questione di zone erogene! Le preferenze degli uomini e delle donne

Alessandro Petroni e Gaetano Gambino

Zone Erogene


Fin dalla nascita la stimolazione tattile riveste un ruolo essenziale nello sviluppo delle funzioni emotive e cognitive del bambino, consentendogli, da una parte, di acquisire informazioni sull'ambiente, dall'altra di costruire il legame con il genitore che soddisfi i bisogni di calore, sicurezza e fiducia. Il contatto fisico puòò mantenere la sua cruciale importanza anche nella comunicazione interpersonale dell'adulto, conferendole maggiore efficacia e profondità emotiva. Esso contribuisce, in questo caso, a creare e a consolidare i legami affettivi, oltre che a promuovere intimità fra le persone; nella sessualità rappresenta un potente strumento per attivare l'eccitazione sessuale e sollecitare le fantasie che alimentano il desiderio nei due partner. Secondo un radicato pregiudizio il piacere nell'intimità dipenderebbe primariamente, se non esclusivamente, dalla stimolazione dei genitali. Diversi studi sembrano mettere in discussione questo mito. Ad esempio, un recentissimo lavoro di Nummenmaa e colleghi, pubblicato quest'anno sulla rivista Archives of Sexual Behavior, ha evidenziato che nell'auoterotismo e ancor più nei rapporti sessuali praticamente tutte le parti del corpo possono innescare intense risposte di eccitazione sessuale.

Cosa sono le zone erogene?

I genitali appartengono alle cosiddette zone erogene ma non sono le uniche aree del corpo a far scattare la scintilla del piacere in un individuo. Tecnicamente, si definisce zona erogena quella parte del corpo umano (spesso un organo o porzione di esso) la cui stimolazione à legata all'eccitazione e al piacere sessuale; letteralmente la parola "erogeno" significa "generatore d'amore" e si riferisce appunto alla proprietà della zona coinvolta di produrre un aumento dei livelli di piacere. Tali zone possono essere suddivise in due gruppi: quelle primarie (che comprendono i genitali e quindi pene, testicoli, vagina, clitoride, ecc.) e quelle secondarie (aree che producono un piacere più indiretto, lontane dai genitali come, per esempio, il seno, i capezzoli, i piedi, ecc.).

Preferenze maschili: non solo le aree genitali

Sulla base dell'immaginario collettivo, si è soliti pensare che l'uomo sia "penecentrico", ossia che basti stimolare la sua zona genitale per attivare tutte quelle reazioni di piacere che testimoniano della sua eccitazione sessuale. In realtà non è propriamente così, perchè anche il corpo maschile, come quello femminile, possiede dei segreti, delle parti del corpo poco conosciute come canali privilegiati per l'amplificazione dell'esperienza sensuale. Una ricerca, pubblicata su Cortex nel 2014, ha evidenziato che negli uomini sembra esserci la stessa "distribuzione" di zone erogene delle donne, solo che in queste ultime si registrano tendenzialmente dei livelli più alti di sensibilità agli stimoli. Nello studio sono state indagate le zone erogene preferite dagli uomini di continenti diversi. Dai risultati è emersa una sorpresa: i piedi, ritenuti essere da sempre dei ricettori ultrasensibili di piacere, sono finiti in fondo alla classifica. Al di là degli "scontati" genitali, tra le zone maschili più responsive al tatto si sono fatti largo le orecchie e il collo.

Preferenze femminili: le sensazioni cambiano in base al tatto

Anche per le donne, oltre alla vagina e al clitoride, diverse parti del corpo rappresentano delle importanti fonti di piacere sessuale. Dalla ricerca precedentemente citata è emerso che per l'universo femminile sono molto importanti le mani, ritenute molto sensibili ad un'accurata stimolazione da parte del partner. Uno studio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, condotto da Cordeau e colleghi per l'Università del Quebec (2014), ha rivelato che le zone erogene preferite dal sesso femminile cambiano in base al tatto del partner: collo e avambraccio rispondono maggiormente al tocco "leggero", mentre meno sensibile sarebbe il capezzolo. Relativamente alla stimolazione condotta con un tocco più "pesante", esercitando una maggiore pressione, l'areola del capezzolo sarebbe la zona più rispondente al piacere mentre quelle meno sensibili sarebbero l'addome e la parte laterale del seno.

Da quanto detto finora risulta evidente che l'intensità della risposta sessuale, sia negli uomini che nelle donne, possa essere connessa alla stimolazione di diverse aree del corpo. La qualità dell'esperienza dipenderà dalla disponibilità ad esplorare con fiducia la propria "mappa del piacere" e quella del partner. Tale propensione sarà influenzata da fattori quali il livello di complicità, la qualità della comunicazione e il clima emotivo che caratterizzeranno l'incontro intimo.