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Sesso: tra i giovani vincono disinformazione e pregiudizi

Alessandra Recine

SexEducation


Giovani sempre più precoci, poco informati e con tanti tabù sul sesso. e sulla contraccezione. Questo sembrerebbe essere il "conto" che i ragazzi di oggi si ritrovano a pagare per un'educazione sessuale che, di fatto, non esiste. C'è chi sostiene che la scuola dovrebbe occuparsene di più; parlare di corpi che crescono e cambiano, di affettività, amore, relazioni, sesso. E invece le scuole spesso non hanno le risorse economiche per farsene carico o incontrano ostacoli burocratici, normativi, ideologici. E così, di promozione alla salute sessuale e affettività se ne fa sempre meno, paradossalmente, mentre ce ne sarebbe sempre più bisogno.

Un sesso sempre meno protetto

Ce lo confermano anche i dati piuttosto allarmati emersi da un'indagine effettuata da Skuola.net in collaborazione con la Società Italiana per la Contraccezione su 7.000 studenti italiani tra gli 11 e i 25 anni. Dallo studio si evince che ben 1 ragazzo su 10 tra quelli che hanno avuto rapporti sessuali ha dichiarato di non utilizzare mai il preservativo o altri metodi contraccettivi. E tra gli under 14, fascia di età nella quale uno su quattro confessa di aver avuto già rapporti completi, la percentuale quadruplica. Sono solo poco meno di un terzo del totale degli intervistati poi quelli che dichiarano di ricorrere ai metodi contraccettivi anche se in modo saltuario. E anche quando questi vengono utilizzati, non sempre quelli scelti sono poi i più affidabili. Il preservativo sembrerebbe andare per la maggiore (77%) insieme alla pillola (13%), mentre il 7% sostiene di adottare più spesso il coito interrotto e il 2% il metodo Ogino-Knaus che, però, presentano un'alta percentuale di insuccesso.

I tabù sulla contraccezione

Troppi giovani tra gli under 14 si affidano ai "metodi della nonna": il 12% crede che lavarsi con la Coca Cola dopo un rapporto sessuale prevenga il concepimento, mentre l'8% si illude che, facendo sesso per la prima volta, non possa rischiare alcuna gravidanza. Per non parlare del 38% che pensa sia impossibile concepire avendo rapporti entro 24 ore dalla fine del ciclo mestruale o del 16% convinto che fare sesso in piedi sia un ottimo contraccettivo naturale. Non meno preoccupanti sono le conoscenze e le credenze diffuse sulle malattie sessualmente trasmissibili. Un'indagine dell'Osservatorio nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza, condotta nel 2013 su 1.400 giovani di sette scuole diverse, ha svelato che il 73% dei ragazzi non è in grado di nominare 5 malattie a trasmissione sessuale e, dato ancora più grave, uno su tre pensa che l'incidenza di queste patologie non sia rilevante e non lo possa riguardare da vicino. Inoltre, sempre un ragazzo su tre crede che sia impossibile trasmettere l'HIV facendo sesso orale non protetto e una percentuale più bassa ritiene che da questa malattia sia possibile guarire. Gli stereotipi investono anche i metodi contraccettivi: c'è chi punta il dito contro la pillola accusata di fare ingrassare (43%) o di provocare il cancro (17%), mentre il preservativo ha la nomea di rompersi facilmente (41%) e di non proteggere nè dall'HIV nè dalla maggior parte delle altre infezioni sessualmente trasmissibili (7%).

Le campagne di sensibilizzazione

Appare quindi fondamentale promuovere una vera e propria alfabetizzazione alla salute, alla prevenzione e alla promozione di stili di vita corretti anche in campo sessuale. Nell'attesa che in Italia venga approvata una legge che regolamenti l'educazione sessuale nelle scuole, la Durex, azienda leader nel campo dei contraccettivi, ha lanciato la campagna social Do it better e il progetto educativo SafeBook by Durex. SafeBook by Durex è un progetto che porta l'educazione sessuale nelle classi di oltre 22.800 istituti tra scuole medie inferiori e superiori in tutta Italia, mentre Do it better sono dei video che ritraggono interviste di gruppo (un gruppo di ragazzi e uno di ragazze) sul sesso sicuro, sui luoghi comuni relativi all'uso del condom e sulle malattie sessualmente trasmissibili. L'obiettivo? Promuovere tra i giovani una corretta educazione sessuo-affettiva e fornire loro delle conoscenze che li rendano capaci di agire una sessualità che sia allo stesso tempo responsabile e appagante.