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Viaggio alla scoperta dell'asessualità: Intervista ad Alice Redaelli

Gaetano Gambino

AsessualitaAliceRedaelli

La SISP torna ad occuparsi di asessualità, un tema molto dibattuto negli ultimi tempi in ambito scientifico e non, anche grazie all'impegno di attivisti, oltrechè all'interesse sempre crescente di esperti e giornalisti. Per cogliere più da vicino una realtà così variegata abbiamo scelto di porre alcune domande ad Alice Redaelli, referente del Gruppo Asessualità di Arcigay Milano e di AVEN Italia, una delle principali associazioni di asessuali del nostro Paese.

Sembra ormai assodato che l'asessualità possa essere considerata un orientamento tipico di alcuni individui (come essere omosessuali, eterosessuali, bisessuali o altro). Può aiutarci a chiarire meglio questo concetto?

L'asessualità viene considerata un orientamento sessuale da ormai più di vent'anni, anche se solo più recentemente la comunità scientifica si è definitivamente accordata in tal senso. Come sappiamo l'orientamento sessuale viene definito in base al genere delle persone da cui si è attratti. Perchè non considerarci quindi gay, lesbiche o bi? Perchè in effetti la mancanza di attrazione ci differenzia dagli altri. Per spiegarlo più semplicemente, l'asessualità è un orientamento così come 0 è un numero. Quello che forse molti non considerano è che secondo la definizione di orientamento, l'attrazione non deve essere per forza sessuale, ma può essere anche solo affettiva e mentale.

In cosa differisce dalla scelta di astenersi o dalla castità?

La differenza sta proprio nella scelta: un orientamento sessuale non è una scelta cosciente, è naturale, innato, fa parte dell'individuo stesso. Astinenza e castità sono invece scelte che una persona può operare per svariate ragioni (religiose, culturali, etc.)

A suo avviso, è sempre possibile distinguere in modo chiaro l'asessualità come espressione sana del proprio essere da un disagio clinico quale il Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo (come nel caso puramente ipotetico di una persona che a seguito di una lunga conflittualit` col partner sviluppi disinteresse per l'intimità sessuale)?

In realtà anche il DSM (il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) nella sua ultima edizione ha precisato la differenza fra tale disturbo e l'asessualità; ne ha ribadito, cioè, la natura diversa. In particolare, come dicevo, l'asessualità in quanto orientamento non causa disagi ad una persona; eventuali difficoltà provengono da pressioni esterne sociali e da parte di altri. Invece un disturbo viene considerato tale proprio perchè l'individuo che ne è affetto lo sente come una limitazione della propria vita.

Jean-Philippe de Tonnac ne "La rivoluzione asessuale" afferma che la spettacolarizzazione del sesso, tipica dei nostri tempi, accompagnata da una ricerca spasmodica dello scandalo, dell'osceno e della prestazione, abbia alimentato un numero sempre più nutrito di dissidenti, portatori di un'esperienza della sessualità diversa sia in ambito maschile che femminile. È corretto riconoscere proprio in questa forma di ribellione o di rifiuto il successo dell'AVEN come movimento a livello internazionale?

L'asessualità è sempre esistita ovviamente, ma non escludo che la nostra società ipersessualizzata e la pressione che essa comporta abbia contribuito al successo dell'emergere del nostro movimento: in un certo senso il continuare a vedersi bombardati di messaggi sessuali ha portato moltissime persone asessuali a sentirsi diverse, malate, "strane". Ciò ha di conseguenza portato alla ricerca di persone simili nella speranza di non essere soli.

Non deve essere sempre semplice per un individuo accettare di avere un interesse scarso o assente per la sessualità, soprattutto all'interno di una società ipersessualizzata come la nostra. Potrebbe manifestarsi in alcuni casi una forma di minority stress (in Psicologia, il disagio tipico di chi fa parte di una minoranza), cioè una difficoltà legata al confronto continuo con le aspettative e i pregiudizi sociali che identificano la normalità con l'essere sessualmente attivi?

In effetti, per molti asessuali è molto pesante essere percepiti come estranei alla società odierna. Inoltre, come per le altre persone con orientamento non eterosessuale, gli asessuali sono vittime di bullismo e discriminazioni, a volte anche di violenze. Tali situazioni contribuiscono a vivere male la propria identità e all'insorgere di disturbi come ansia e depressione. Al momento, stiamo lavorando alla creazione di una piccola lista di contatti, un database, di psicologi, psichiatri e sessuologi LGBTQIA-friendly per poter permettere a chi ne ha bisogno di accedere alle cure appropriate senza alcun timore.

Quali ostacoli incontra una persona dall'orientamento asessuale nella ricerca di un partner?

Ovviamente per un asessuale il partner "ideale" è un'altra persona asessuale: in questo caso, la difficoltà sta nel conoscersi nella vita reale, al di fuori di Internet. La collettività asessuale si è formata in rete e fa un po' fatica a tradursi nel mondo di tutti i giorni. Da qualche anno stiamo, infatti, lavorando alla creazione di una comunità fisica vera e propria con grande e immediato successo, soprattutto grazie all'appoggio di Arcigay Milano. Il progetto permette alle persone di conoscersi ed eventualmente, qualora lo desiderino, di formare anche delle relazioni romantiche tra di loro. Poi ci sono i casi delle coppie "miste", ossia composte da una persona asessuale e da un partner che non lo è (eterosessuale, omosessuale, etc). In questi casi, la chiave di tutto è la comunicazione, come esattamente accade per qualsiasi coppia.



Un accorato ringraziamento ad Alice Redaelli, con l'augurio che sempre più persone possano vivere libere da ogni pregiudizio e condizionamento sociale il proprio cammino alla scoperta di sè.

Per saperne di più:
- Sisp News: Asessualità: Quando l'attrazione sessuale non c'è.
- Asexuality.org
avenitaly@gmail.com
asessualita@arcigaymilano.org