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Disponibile anche in Italia "HAPPN", l'ultima frontiera per incontrare persone via smartphone

Michela Pieroni

Happn "Happn", questo il nome dell'ultima novità in fatto di "dating on line", da qualche tempo, disponibile anche in Italia: un'applicazione per smartphone nata allo scopo di facilitare contatti ed eventuali incontri tra le persone iscritte. Rispetto ai siti di incontri, chat e applicazioni che fanno abbinamenti in base ai gusti e alle preferenze sessuali piuttosto che sentimentali, Happn ha qualcosa in più: una tecnologia di geolocalizzazione in tempo reale capace di visualizzare i profili delle persone che si trovano intorno a noi nel preciso momento in cui ci muoviamo. In questo modo, quindi, il software rende possibile "conoscere" realmente, e non solo virtualmente, le persone che vengono incrociate per strada, sui mezzi pubblici o nella tavola calda che si frequenta durante la pausa pranzo. Il passo successivo è semplice: se anche la persona che si è adocchiata è iscritta all'applicazione, si potrà inviare una sorta di like segreto, che svelerà il proprio interesse solo ed esclusivamente se questo viene ricambiato. Nel momento in cui la manifestazione di interesse è reciproca, allora, entrambi gli utenti riceveranno una notifica ogni volta che si troveranno a meno di 250 metri l'uno dall'altro, avendo così la possibilità di incontrarsi realmente. Inoltre, l'applicazione è in grado di fornirci un identikit generale di tutte le persone intorno a noi, sempre se iscritte ad Happn, attraverso un profilo provvisto di foto, informazioni anagrafiche, interessi ed hobby, numero di volte in cui ci si è incrociati e addirittura luogo ed ora: una sorta di bacheca on line tra cui scegliere persone prossime e potenzialmente interessanti. Insomma, lo spirito che ha animato i creatori di questo software è semplice: non lasciamoci scappare nessuna occasione! Sia che abbiamo incrociato lo sguardo conturbante di uno sconosciuto, sia che, invece, lo abbiamo perso mentre eravamo intenti a controllare i messaggini sul telefonino, ora abbiamo la possibilità di dare una spintarella al destino grazie ad Happn. E l'idea sembra proprio aver funzionato, dato il discreto successo che l'applicazione sta riscuotendo con i suoi 2 milioni e più di utenti attivi. A questo punto, però, il dubbio sulla tutela della privacy e sulla possibilità di un uso distorto della app da parte dei suoi membri è d'obbligo. Da questo punto di vista, chiariscono i progettatori, l'applicazione è stata dotata di alcuni meccanismi di difesa quali il rivelamento della posizione solo in maniera approssimativa, in modo tale da rendere impossibile l'eventualità che un utente possa pedinare un altro; la possibilità di decidere che un profilo non interessa più e quindi eliminare la segnalazione di "prossimità" da parte di Happn; la possibilità di bloccare utenti con cui non si vuole interagire e di segnalare comportamenti e contenuti offensivi. In definitiva, Happn risulta solo l'ultimo ritrovato, in ordine temporale, di tutta una serie di software e applicazioni che nascono allo scopo non solo di farci incontrare persone, ma soprattutto di garantirci a priori che l'incontro andrà a buon fine. Se, da un lato, la tecnologia ci facilita indubbiamente la vita, dall'altro rischia di sostituirsi sempre di più alle persone, in termini di competenze relazionali e sociali, rispetto a certe situazioni che possono risultare sì difficili ma che, quando affrontate, procurano esperienza e crescita emotiva. Insomma, evitare l'imbarazzo, l'assunzione di coraggio e il correre il rischio di ricevere un rifiuto, con la conseguente necessità di sviluppare capacità di gestione della delusione, della frustrazione e così via, può sembrare vantaggioso, ma non è forse questo il solo modo che abbiamo per sviluppare la resilienza, cioè la capacità di affrontare le difficoltà traendone addirittura vantaggio?