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Pornografia: amica o nemica della coppia?

Alessandra Recine

Pornografia: amica o nemica della coppia La pornografia è sempre esistita. Basti pensare che tracce di immagini con rappresentazioni delle più svariate attività sessuali sono state rinvenute persino in reperti archeologici romani e greci. La moderna pornografia, però, è nata solo agli inizi del secolo scorso con la fotografia che ha iniziato a fornirci una testimonianza di una realtà vissuta o osservata direttamente dall'artista e, per questo, maggiormente erogena. Negli anni '70 anche il cinema ha iniziato ad interessarsi alle rappresentazioni pornografiche: sono usciti i primi film che, però, venivano proiettati nei cinema "per adulti", in un'atmosfera di semi-clandestinità. Ma, il vero boom dei filmati a luci rosse lo si è osservato negli anni '80 con la diffusione degli Home Video che hanno trasformato la pornografia in un fatto privato e meno artistico. Oggi, con l'avvento di Internet, stiamo assistendo ad un esplosione su larga scala del fenomeno (basti pensare che digitando la parola "porno" su Google si trovano più di 237.000.000 voci) con notevoli ripercussioni sulle relazioni affettive e sul modo di vivere la sessualità da parte di giovani e adulti. A detta di uno studio della Florida State University, le persone che ricorrono abitualmente alla videopornografia sarebbero coinvolte in misura minore in una relazione stabile rispetto a chi, invece, ne fa un uso sporadico. Infatti, i ricercatori sostengono che dietro il guardare in maniera quasi compulsiva immagini o video porno online si celi un continuo bisogno degli uomini di vivere esperienze sempre nuove per essere sessualmente eccitati. Queste esperienze sarebbero ricercate nel mondo virtuale poichè la realtà sembrerebbe non essere in grado di offrirne, mentre il porno creerebbe in loro l'illusione di poter avere nuove partner ogni qual volta lo desiderino. Ma gli effetti negativi del porno riguarderebbero anche il sistema nervoso centrale. Infatti, secondo uno studio condotto da Simone Kuhn del Max Planck Institute e Jurgen Galinat della Charite University -su un campione di ragazzi che hanno visionato almeno una volta a settimana filmati pornografici- chi guarda spesso questi video presenta un volume minore del corpo striato. Questo significa che la zona del nucleo striato, recettore del piacere, tende ad attivarsi meno quanto più si usufruisce della pornografia, abbassando così il livello di reazione al piacere rispetto a chi invece non ricorre massicciamente ai video porno. Tale diminuzione della reattività al piacere è stata dimostrata anche da una ricerca pubblicata dalla rivista US Journal Psychology Today nel 2012 che ha evidenziato come un abuso dei siti pornografici può causare, negli accaniti frequentatori, anche disturbi legati alla sfera sessuale quali: calo del desiderio nei confronti della propria partner e difficoltà erettili. La continua esposizione a materiale pornografico, infatti, porterebbe gli uomini a sperimentare una vera e propria "anoressia sessuale" (assuefazione dal sesso) e, quindi, ad avere delle difficoltà ad eccitarsi di fronte ad una donna "in carne ed ossa"; difficoltà che potrebbero poi sfociare in modo graduale in un'incapacità a raggiungere e/o mantenere l'erezione, favorendo così un allontanamento dalla sessualità da parte di entrambi i partner. Non è dello stesso avviso Jim Pfaus, ricercatore della Concordia University che recentemente ha condotto uno studio in collaborazione con la University of California di Los Angeles (Ucla) dal quale è emerso che il consumo di materiale a luci rosse non è affatto collegato con problemi nella sfera sessuale maschile anzi, determinerebbe nel "sesso forte" un aumento del desiderio sessuale. Non solo. Posti di fronte a video erotici, i partecipanti alla ricerca che facevano maggior uso di materiale pornografico hanno riportato anche livelli più elevati di eccitazione, smentendo così l'idea che vedere con una certa frequenza filmati pornografici generi un'assuefazione dal sesso. L'uso di materiale erotico e/o pornografico viene anche suggerito alla coppia dal sessuologo laddove si ravvisi una problematica che investe la sfera sessuale quale, ad esempio, un disturbo del desiderio. La visione di un film, una rivista o la lettura di un libro possono, in un contesto di approvazione, stimolare sensazioni e fantasie erotiche ma anche favorire tra i partner lo svelamento di quei tabù e false credenze che impediscono ad entrambi di sperimentare una sessualità soddisfacente. Il trucco sta quindi nel non eccedere, nel far si che la pornografia sia uno dei tanti ausili al piacere della sessualità di coppia, ma non l'unico.