Masturbazione: funzioni, vantaggi e pregiudizi di questo incontro con il piacere

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Articolo di Valentina Cosmi

Maggio è il “Mese internazionale della masturbazione” e iniziamo raccontando una storia forse ormai piuttosto nota: a San Francisco, a metà degli anni ‘90, precisamente nel 1994, la dott.ssa afroamericana Joycelyn Elders, medico responsabile della sanità pubblica, si prese la libertà e la responsabilità di parlare apertamente dei benefici psicofisici della masturbazione e della necessità di introdurre programmi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole, affrontando i temi della contraccezione e dell’autoerotismo.

Tutto ciò avveniva in un momento storico importante e drammatico in cui le infezioni a trasmissione sessuale erano un problema davvero serio negli USA e, più in generale, in tutto il mondo. In questo clima, la dott.ssa Elders era già ben consapevole di quanto fosse importante insegnare ai ragazzi aspetti fondamentali legati alla sessualità.

Le sue dichiarazioni, tuttavia, ebbero conseguenze piuttosto nefaste; le costarono infatti il posto di lavoro: di lì a poco, per protesta e a suo supporto, una nota azienda di sex toys prese questo evento come spunto per avviare una campagna pubblicitaria per una sorta di “maratona” della masturbazione.

Aldilà degli aspetti puramente economici e legati al business, come spesso accade, anche queste iniziative possono favorire la diffusione di una cultura del benessere e della consapevolezza. Ed è così che Maggio è stato dichiarato il “Mese internazionale della masturbazione”.

Da quell’episodio nel lontano 1994, nacque un movimento rivolto alla sensibilizzazione su questo tema. L’obiettivo era, tra i tanti, quello di facilitare e aumentare la consapevolezza di tutti gli uomini e le donne intorno al tema della masturbazione e dell’autoerotismo, rivendicando in modo chiaro e conciso qualcosa che ancora non veniva apertamente dichiarato.

In quest’ottica, ci sembra utile oggi ricordare che il comportamento autoerotico si configura come espressione naturale e sana di un desiderio dell’essere umano. È a tutti gli effetti un comportamento sicuro, salutare, gratuito, piacevole e aiuta le persone a conoscere il proprio corpo e le proprie risposte sessuali.

Masturbazione: che ruolo e quali vantaggi ha?

Il comportamento autoerotico e la masturbazione hanno innumerevoli funzioni e vantaggi: non solo, soprattutto nel periodo adolescenziale, facilitano e promuovono la conoscenza di sé e del proprio funzionamento corporeo, ma hanno anche il grande vantaggio di contribuire ad abbassare i livelli di ansia e di stress in modo molto sano, un aspetto questo che soprattutto in adolescenza è particolarmente utile, dal momento che questa è, a tutti gli effetti, una stagione di vita molto complessa, in cui le emozioni sperimentate possono essere forti e difficili da gestire.

Inoltre, dobbiamo ricordare che la conoscenza di sé è un fattore fondamentale per poter stare bene all’interno di una coppia: se non conosciamo noi stessi e come funzioniamo, è impensabile che possiamo insegnarlo ad un’altra persona o che possiamo aiutare il nostro partner a capire come funzioniamo, in modo soddisfacente e sicuro. Per citare solo alcuni tra i tanti altri benefici della masturbazione, ricordiamo ad esempio che ha un effetto positivo sul nostro umore, aiuta a migliorare la qualità del sonno, migliora la qualità dei rapporti sessuali e, secondo alcuni, riduce i crampi del periodo mestruale.

Pregiudizi e stereotipi sulla masturbazione nell’uomo e nella donna

Come ben sappiamo, nel corso del tempo la masturbazione e l’autoerotismo sono stati comportamenti oggetto di molti pregiudizi e stereotipizzazioni che, purtroppo, hanno a lungo causato (e causano ancora oggi) un clima di disinformazione davvero pericoloso.

I luoghi comuni da sfatare sono moltissimi e negli anni si sono evoluti parallelamente all’evoluzione dell’essere umano. Un tempo si riteneva, ad esempio, che la masturbazione causasse cecità, impotenza, disturbi psichici, etc.

Sicuramente, per le donne, c’è stato un clima più repressivo rispetto agli uomini e questo ha facilitato anche la diffusione dell’idea che gli uomini pratichino la masturbazione più delle donne, un aspetto questo vero e falso al tempo stesso. È vero che, secondo tutti gli studi scientifici e le statistiche, la quasi totalità degli uomini pratica l’autoerotismo, ma è anche altrettanto vero che a lungo le donne non hanno “dichiarato” tale comportamento e che, mediamente, per una giovane donna è più complesso scoprire la fonte del proprio piacere rispetto ad un ragazzo (anche solo per questioni anatomiche). Culturalmente, poi, le donne per molto tempo sono state restie ad occuparsi in prima persona del proprio piacere. Oggi le cose stanno rapidamente cambiando e, soprattutto le giovanissime, sono più consapevoli e maggiormente orientate al proprio piacere.

Spesso, inoltre, si ritiene che praticare l’autoerotismo vada ad inficiare la vita sessuale di coppia, come se costituisse una sorta di tradimento verso il partner. In realtà è esattamente l’opposto, come si diceva infatti, conoscere se stessi è l’unico modo per aiutare il partner a conoscerci; l’autoerotismo è un comportamento assolutamente complementare di arricchimento e un ottimo alleato per il benessere della coppia.

Come se non bastasse, alcune persone sentono ancora oggi la masturbazione come una pratica di serie B, qualcosa da praticare in assenza di “altro”, vale a dire in assenza di un partner con cui avere rapporti di penetrazione. Invece, è esattamente il contrario: che si sia single o meno, masturbarsi da soli o con il partner resta un’attività piacevole, divertente e sicura. Anzi, spesso, è un’attività sessuale che conferisce leggerezza, meno prestazionale rispetto al rapporto penetrativo, con maggiore possibilità di scoprirsi e conoscersi. Qualcosa insomma che può anche delinearsi come comportamento propedeutico alla costruzione di una maggiore intimità.

Infine, in quei casi in cui il comportamento autoerotico non riesce ad essere soddisfacente è importante ricordare quanto ogni individuo ha il diritto e il dovere di conoscere il proprio corpo, di esplorarlo e di trovare, con i tempi ed i modi soggettivamente sentiti come giusti, la propria strada verso il piacere e il benessere.

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