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Pornografia: ritratto di un fenomeno che non conosce crisi

Gabriele Minella

Pornografia


Che la diffusione di internet abbia, negli ultimi anni, dato nuovo slancio alla possibilità di fruizione della pornografia è cosa sicuramente nota, ma a dare conto della reale estensione del fenomeno è PornHub, uno dei maggiori siti hard presenti nel web. Quest'ultimo infatti, ha rivelato come nel 2016 siano stati oltre 23 miliardi gli utenti del proprio portale, con una medi di 64 milioni di visite giornaliere. Nello specifico, il maggior volume di traffico si ha nella fascia oraria serale, dalle 22:00 alle 24:00, momento della giornata in cui, probabilmente, gli utenti possono godere di una maggiore intimità. Contemporaneamente, il portale avrebbe registrato un incremento generale del 2% delle utenti femminili. In generale, il 10% di tutto il materiale presente in rete è rappresentato dalla pornografia, attraverso contenuti reperibili in maniera semplice e molto spesso gratuita. Tale aspetto, di conseguenza, contribuisce a fare dell'industria del porno un business sempre più redditizio e in espansione: solo negli Stati Uniti, infatti, il fatturato ad essa collegato ammonterebbe ad almeno quattro miliardi di dollari all’anno.


STORIA DELLA PORNOGRAFIA

Se con il termine pornografia intendiamo la rappresentazione della sessualità nelle sue varie declinazioni, allora si può dire che la prima rappresentazione erotica della storia risalga a circa 30.000 anni fa: le statuette in legno e in pietra raffiguranti donne fertili, scolpite dagli uomini del paleolitico. Da sempre, infatti, gli esseri umani sono stati interessati a tutto ciò che riguarda il sesso, immagini comprese, utilizzando, naturalmente, differenti mezzi a seconda delle varie epoche. Era uso comune, infatti, presso i greci ed i romani realizzare sculture e pitture pubbliche rappresentanti scene erotiche omosessuali, sesso a tre, o cunnilingus. Tali culture antiche utilizzavano il sesso e le sue rappresentazioni secondo varie funzioni: come veicolo educativo per i giovani uomini, per assolvere a riti propiziatori, ma anche al fine di svago. Nell'antica India, ancora, le raffigurazioni sessuali a scopo educativo vennero rappresentate nel famoso Kamasutra, manuale che illustrava le regole della relazione sessuale. Infine, il popolo Moche dell'antico Perù dipingeva, invece, scene sessuali su ceramica, mentre l'aristocrazia giapponese, nel XVI secolo, era appassionata di xilografie e stampe erotiche.


COS'È LA PORNOGRAFIA E QUANDO SI È TRASFORMATA NEL MODO IN CUI LA CONOSCIAMO ORA?

La parola pornografia deriva, etimologicamente, dal greco "porne", meretricio e da "graphia", scrivere su. In questo senso, allora, tale vocabolo sta ad indicare qualsiasi rappresentazione di atti sessuali espliciti o che offendono il pubblico pudore. Tale definizione, inoltre, può comprendere tutto ciò che è stato creato e prodotto appositamente al fine di stimolare ed elicitare eccitazione sessuale. La pornografia, così come la intendiamo noi oggi, nasce attorno al 1800 con i primi romanzi erotici, dove la tematica sessuale, appunto, veniva utilizzata unicamente al fine di eccitare il lettore. Successivamente, nel 1839, grazie all'invenzione della fotografia vennero realizzati i primi scatti di nudo della storia, cui fecero seguito nel 1896 i primi brevi video clip di scene di striptease. Infine, Internet e l'avvento delle macchine fotografiche e videocamere digitali hanno oggi aperto le porte alla possibilità di realizzare e diffondere materiale pornografico non professionale capace di andare incontro ad ogni peculiare preferenza e fantasia sessuale delle persone.


A CHI INTERESSA LA PORNOGRAFIA?

Ed oggi? Chi sono quelle persone che navigano nei siti pornografici? Attualmente, si tende a rintracciare 3 profili principali:

  • Soggetti che visionano materiale pornografico "a scopo ricreativo" (75,5%), cioè che ricercano saltuariamente video hot, a fronte di una vita sessuale soddisfacente.
  • Nella seconda categoria ci si riferisce a soggetti "stressati non compulsivi" (12,7%), ossia a quegli individui "sessualmente frustrati" che, dopo la visione di materiale pornografico, provano vergogna e senso di colpa.
  • Infine, vi sono i soggetti "compulsivi", ovvero uomini e donne che trascorrono oltre 110 minuti a settimana alla ricerca di video pornografici e che, a livello emotivo, riportano conseguenze negative quali sensi di colpa, sentimenti di inadeguatezza e di tristezza, nonchè compromissione globale del funzionamento in varie aree della propria vita.


PORNOGRAFIA: PRO E CONTRO

Da un punto di vista anatomo-fisiologico, è stato rilevato come l'utilizzo massiccio di materiale pornografico favorisca un regresso della materia grigia nel corpo striato, luogo in cui risiede la nostra capacità di provare soddisfazione e prendere decisioni. Tale cambiamento, allora, potrebbe avere come conseguenza il bisogno di incrementare la quantità e la qualità degli stimoli erotici necessari a contrastare una sorta di abituazione e a raggiungere l'eccitazione, proprio come avviene nelle dipendenze. Secondo alcuni scienziati (Kuhn e Gallinat, 2014), infatti, la fruizione di materiale a luci rosse innescherebbe nel cervello di alcuni individui reazioni simili a quelle che avvengo in chi abusa di sostanze stupefacenti, tanto da potersi riferire ad una vera e propria sex addiction. In senso contrario, invece, una ricerca californiana, nel 2015, ha riscontrato come il desiderio sessuale di un campione di studenti uomini che fruivano per circa 2h a settimana di video pornografici, fosse significativamente superiore rispetto a coloro i quali non ne facevano uso. Tale risultato dimostrerebbe come la visione di pornografia, quindi, non sia da considerarsi lesiva del desiderio sessuale e della capacità eccitatoria dell'uomo, quantomeno in alcune specifiche situazioni. Da questo punto di vista, inoltre, alcuni professionisti possono, unitamente ad altre tecniche terapeutiche, scegliere di proporre ad alcune coppie che lamentano un disturbo del desiderio la visione di video hard.

Kuhn, S., Gallinat, J. (2014). Brain Structure and Functional Connectivity Associated With Pornography ConsumptionThe Brain on Porn. JAMA Psychiatry. 71, 827-834