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Quando l'intelligenza attrae più del corpo: la sapiosessualità

Alessandra Recine e Luca Pierleoni

Sapiosessualita


Vorrei che fosse...intelligente. Avete capito bene. In una società sempre più concentrata sull'apparire e non sull'essere, negli ultimi tempi sembrerebbe verificarsi un'inversione di tendenza dove l'intelligenza sembrerebbe farla da padrona nella scelta del partner. Questa disposizione avrebbe un nome ben preciso: sapiosexual o sapiosessualità.


Di cosa stiamo parlando?

Il termine sapiosexual deriva dal latino "sapiens sexualis" e sta ad indicare "colui o colei che trova l'intelligenza la caratteristica sessualmente più attraente". La sapiosessualità non ha nulla a che vedere con il quoziente intellettivo di una persona o con i titoli di studio in possesso; è un coinvolgimento che si basa su uno scambio di stimoli culturali, conversazioni che portano a riflessioni nuove, intrighi mentali che non smettono di spronare la curiosità reciproca. È una seduzione che vive e si nutre di parole, di dialoghi e di esperienze che accrescono e ampliano la propria e altrui visione del mondo.
La storia del termine รจ piuttosto curiosa: già nel 2002 un utente chiamato Wolfieboy aveva parlato di sapiosessualità sul blog Livejournal. L'espressione è poi salita alla ribalta nel 2014, quando il sito di incontri OkCupid ha ampliato l'elenco degli orientamenti sessuali in cui si possono identificare i propri utenti. E così, accanto ad "asessuato" (privo di interessi e desideri sessuali), "demisessuale" (chi non prova attrazione finchè non si stabilisce un rapporto emotivo forte col partner), "heteroflexible" (chi avverte una minima parte di attrazione omosessuale quando si è gran parte etero), pansessuale (potenziale attrazione per delle persone indipendentemente dal loro sesso e dalla loro identità di genere) e queer (persone il cui orientamento sessuale e/o identità di genere differisce da quello strettamente eterosessuale) è comparso anche il termine "sapiosexual". Ad oggi, OkCupid conta circa 9.000 utenti che si identificano come sapiosessuali, mentre sarebbero oltre 3 milioni e 800 mila gli iscritti alla pagina Facebook "Intelligence is sexy", collegata al portale iheartintelligence.com. Su Instagram l'hashtagh #sapiosexual produce circa 209 mila risultati, in linea con i profili Twitter registrati con la stessa parola chiave. A metà ottobre 2016, è stata rilasciata perfino un'app, chiamata Sapio: Intelligent Dating App pensata proprio per le persone che ritengono l'intelligenza un fattore di attrazione imprescindibile.


L'identikit del sapiosessuale

Chi può essere un vero sapiosexual? Dal musicista di strada, al diplomato al conservatorio, dalla professoressa universitaria alla ragazza non in possesso di un titolo di studio specifico. Insomma, l'attrazione per l'intelligenza erotica potrebbe celarsi dietro chiunque! Secondo il portale iheartintelligence.com il primo "segno" distintivo di un sapiosessuale sarebbe rappresentato dal preferire librerie, musei e affini alla sala pesi o ad una giornata di shopping. Al primo appuntamento poi, il sapiosexual non si perderebbe di certo in discorsi futili, ma cercherebbe di instaurare un vivace scambio dialettico. Anzichè riempire i vuoti con conversazioni banali, colui che è attratto dall'intelligenza erotica preferirebbe poi condividere i silenzi (tipo starsene insieme sdraiati sul divano a leggere ognuno il proprio libro). Altro aspetto importante: più sostanza e meno popolarità. Già, perchè il sapiosessuale tipo non segue i percorsi più battuti, mode e tendenze mordi e fuggi, ma cerca di capire in profondità quali siano i veri interessi dell'altro. E poi, in ultima battuta, ma non meno importante, vi sarebbe la predilezione per tutto ciò che è di nicchia - dalla musica, al cinema, al teatro - fuori dal circuito di massa.
Il suo obiettivo? Stimolare il cervello dell'altro/a perchè spesso è proprio lo strumento migliore per affascinare e sedurre.


E allora come sfruttare al meglio l'intelligenza erotica in una relazione?

Come alcuni studi evidenziano (Basson, 2004; Basson, Wierman, van Lankveld e Brotto, 2010; Levin et al., 2016), la consapevolezza, gli aspetti psicologici e mentali sarebbero due componenti fondamentali del piacere femminile. Gli input intellettivi, legati a fantasie o a stimolazioni verbali, faciliterebbero nelle donne il raggiungimento dell'orgasmo, al di là dell'aspetto prettamente fisico. E nel genere maschile? Uno studio dell'Università di Toronto ha scoperto che negli uomini l'erezione è cerebrale. La scintilla che la provoca in modo automatico, davanti a delle scene hard, sarebbe scatenata dai neuroni specchio, le cellule nervose motorie che si attivano quando si guardano compiere delle azioni e che risuonano nella nostra mente come se fossimo noi stessi a compiere quei gesti. Appare evidente quindi come fare l'amore con il cervello dell'altro sia il primo passo per creare feeling e costruire una relazione profonda con il partner. Che si tratti di una relazione appena nata o di un rapporto stabile, l'intelligenza erotica può quindi apportare nuovi stimoli al rapporto.
Ad esempio, in una fase iniziale della relazione, può essere utilizzata per comunicare il proprio fascino, per scoprire come sedurre il partner e per creare poi un'intesa sessuale. In una storia già avviata, invece, può servire ad arricchire la condivisione sessuale che è già presente su un piano fisico e/o a ripristinare un velo di mistero e di curiosità reciproca, favorendo così l'attrazione sessuale. Spazio quindi ad un dialogo aperto non solo sui propri bisogni ma anche sulle fantasie sessuali al fine di vivere una sessualità che non sia solo fisica ma anche mentale.


Per approfondimenti

Basson, R. (a cura di), (2004). Women's Sexual Desire and Arousal Disorders and Sexual Pain. Sexual Medicine, Sexual Dysfunction in Men and in Women, Eds. T.F. Lur, R. Basson, R. Rosen, 2nd International Consultation on Sexual Dysfunctions, Paris: Health Publication.

Basson, R., Wierman, M.E., van Lankveld, J., & Brotto, L. (2010). Summary of the recommendations on sexual dysfunctions in women. Journal of Sexual Medicine, 7(1 Pt 2), 314-326.

Levin, R.J., Both, S., Georgiadis, J., Kukkonen, T., Park, K., & Yang, C.C. (2016). The Physiology of Female Sexual Function and the Pathophysiology of Female Sexual Dysfunction (Committee 13A). Journal of Sexual Medicine, 13(5), 733-759.