ARCHIVIO NEWS S.I.S.P.

Sisp :
Home
/
Archivio News

Omogenitorialità: come si cresce con due mamme o con due papà?

Alessandra Recine e Luca Pierleoni

Omogenitorialita


Una definizione

Il termine omogenitorialità è un neologismo coniato nel 1997 in Francia dall'Associazione dei Genitori e dei Futuri Genitori Gay e Lesbiche (APGL) per designare tutte quelle situazioni nelle quali almeno un adulto, che si autodefinisce omosessuale, è il genitore di almeno un bambino (Gross, 2003) all'interno di una nuova famiglia ricostituita.


Qualche numero

Nel 2000, negli Stati Uniti, il 33% delle coppie lesbiche e il 22% di quelle gay dichiaravano di avere almeno un figlio minorenne; nel 2005 i figli di coppie omosessuali erano circa 270.313, nel 2010 oscillavano tra 600 mila e 4 milioni (Weber, 2010). Secondo i dati emersi da una ricerca italiana condotta nel 2005 da Arcigay con il patrocinio dall'Istituto Superiore di Sanità, il 17,7% dei gay e il 20,5% delle lesbiche con più di 40 anni ha prole e il 49% delle coppie omosessuali vorrebbe dei figli.


Modalità di "concepimento" delle famiglie omogenitoriali

Una grande percentuale dei genitori omosessuali nel mondo hanno messo alla luce i loro figli all'interno di precedenti relazioni o matrimoni eterosessuali, altri sono divenuti genitori attraverso tecniche di inseminazione artificiale o tramite fecondazione eterologa, altri ancora hanno scelto l'adozione o l'affido.
In Italia, invece, l'argomento omogenitorialità fatica a farsi spazio all'interno della società e ad ottenere un opportuno riconoscimento in termini legali e giuridici. In questo senso, la nostra legislazione prevede che possano adottare o fare ricorso alle tecniche di fecondazione assistita solo persone coniugate o coppie di fatto esclusivamente eterosessuali e, solo recentemente, sono state approvate le unioni civili tra persone dello stesso sesso ed è stata riconosciuta la possibilità di adottare il figlio del coniuge dello stesso sesso (stepchild adoption).


Questioni e dubbi sull'omogenitorialità

I dubbi e le perplessità che solitamente vengono espressi in merito alla crescita e allo sviluppo dei bambini all'interno delle famiglie omoparentali avrebbero come oggetto presunte influenze negative sullo sviluppo psicologico, sociale e sessuo-affettivo dei bambini. L'immaginario collettivo sembra considerare ancora gli omosessuali inadatti alla genitorialità perchè due madri sarebbero meno materne di altre donne mentre due uomini vivrebbero unicamente di promiscuità nelle relazioni, non garantendo così opportuna stabilità ai figli. Diffusa è anche la credenza che bambini cresciuti all'interno di una famiglia omogenitoriale (gay o lesbica) possano andare incontro ad uno sviluppo psicosessuale aberrante e sperimentare quindi maggiori difficoltà, rispetto ai figli delle coppie eterosessuali, nello sviluppo dell'identità di genere e nella definizione dell'orientamento sessuale. In ultima battuta, troviamo le paure rispetto al carattere atipico della struttura di una famiglia omoparentale, che favorirebbe nei figli l'insorgenza di una varietà di problemi emotivi e comportamentali (ritiro sociale, alienazione, depressione, etc.).


Tutti i "pro" sull'omogenitorialità

Un'analisi approfondita della letteratura scientifica condotta da Dèttore e Parretta (2013) non evidenzia nei bambini e adolescenti arcobaleno i rischi sopracitati, piuttosto ci mostra come i figli dei genitori omosessuali abbiano uno sviluppo equilibrato, buone relazioni con i coetanei e con gli adulti in percentuali sovrapponibili a quelle dei figli di famiglie eterosessuali; non presentano, inoltre, un'incidenza maggiore di omosessualità o problemi legati all'identità di genere (Vaughan 2008, Tasker 2010). Sembrerebbe quindi possibile sostenere che più dell'orientamento sessuale dei genitori sia la qualità delle relazioni all'interno della famiglia ad influenzare lo sviluppo e la stabilità affettiva e relazionale dei bambini.


E i "contro"?

Tuttavia, un aspetto da non sottovalutare è quello che i bambini che vivono in una famiglia costituita da due genitori dello stesso sesso devono battersi quotidianamente contro la stigmatizzazione sociale derivante dal crescere all'interno di una famiglia "non convenzionale". Come ci ricorda Dèttore (2013), infatti, per i bambini il vero disagio non scaturisce dalla preferenza sessuale dei genitori, ma dall'atteggiamento che il contesto socio-culturale potrebbe avere nei confronti di tale preferenza.


Omogenitorialità promossa o bocciata?

Le conoscenze ed acquisizioni scientifiche più accreditate sembrerebbero quindi rimarcare che non sussistono differenze significative tra figli di genitori omosessuali e quelli di coppie eterosessuali in tema di sviluppo psicologico, sociale e sessuo-affettivo. Tali evidenze dovrebbero indurre a legittimare e riconoscere i diritti di queste famiglie nell'intento di diminuire la discrepanza legale tra esse e quelle eterosessuali e attutire così l'atteggiamento omofobico che ostacola il loro benessere e quello dei figli.

Per una rassegna della letteratura scientifica sulla stepchild adoption cliccare su questo link: ordinepsicologilazio.it/risorse/rassegna-omogenitorialita