MODELLO CLINICO S.I.S.P.

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Modello Clinico

Modello Clinico della Società Ialiana di Sessuologia e Psicologia

Il modello clinico in ambito sessuologico adottato dalla Società Italiana di Sessuologia e Psicologia, trae ispirazione dalla terapia sessuale integrata di Helen Singer Kaplan (medico, psichiatra, 1929-1995)

Helen Singer Kaplan
Manuale illustrato di terapia sessuale e la dott. ssa Helen Singer Kaplan

la quale, agli inizi degli anni '70, ebbe l'intuizione di coniugare la terapia sessuale, prettamente comportamentale, precedentemente messa a punto da Masters e Johnson con principi teorici di natura psicodinamica e sistemica.

Masters e Johnson
Masters e Johnson

In particolare, l'intervento della Kaplan (1974; 1979) ha consentito il passaggio da una visione incentrata sul sintomo ad una che tenga in considerazione anche aspetti intrapsichici e relazionali. Attualmente, in accordo con la letteratura scientifica internazionale, il modello clinico più efficace a lungo termine, quando si parla di problematiche nell'area della sessualità, è proprio il modello integrato, la cui vocazione è quella di considerare contemporaneamente le dimensioni biologica, psicologica e sociale nella genesi di un disturbo, così come di incentivare la collaborazione tra figure professionali differenti, di servirsi di teorie e tecniche in maniera flessibile, nonchéè di avvalersi dell'ausilio farmacologico.

Modello Clinico

Partendo da queste premesse, la Società Italiana di Sessuologia e Psicologia promuove il lavoro di èquipe, utilizzando la sinergia tra psicosessuologo e medico (andrologo/urologo, ginecologo, psichiatra, endocrinologo, etc.), allo scopo di ottenere una visione olistica della persona, nella convinzione che mente, corpo e contesto socio-culturale interagiscano costantemente, influenzandosi in maniera reciproca e contribuendo insieme all'insorgenza del disturbo così come alla sua risoluzione.

Modello Clinico 2

Un'importanza fondamentale, in tal senso, assume l'elaborazione delle componenti relazionali e affettive attraverso, ad esempio, la lettura del sintomo come il tentativo di spostare l'attenzione da difficoltà più gravi, come una soluzione di compromesso tra due istanze opposte che permette di rimanere fermi senza dover scegliere, come la modalità attraverso la quale bloccarsi in una fase di sviluppo, come azione aggressiva simbolica verso il partner, come sublimazione di problemi intrapsichici, coniugali e familiari e così via.
In generale, il trattamento psico-sessuologico si può configurare come un intervento specifico sui problemi della sessualità maschile e femminile riguardanti, in linea generale, le aree del desiderio, dell'eccitazione (come i disturbi dell'erezione), dell'orgasmo (come l'eiaculazione precoce e l'anorgasmia femminile), del dolore (come la dispareunia e il vaginismo), dell'identità di genere/orientamento sessuale e dell'infertilità/sterilità.

Modello Clinico 3

I percorsi, individuali e/o di coppia, proposti dalla Società Italiana di Sessuologia e Psicologia, constatano di una prima fase, della durata di circa 3 incontri, dedicata all'inquadramento diagnostico della difficoltà portata in consulto attraverso, da un lato, la raccolta di tutte le informazioni che daranno la possibilità di accogliere, esplicitare e riformulare la domanda portata dalla persona e, dall'altro lato, il fornire accoglienza e contenimento emotivo. Secondariamente, la proposta terapeutica si tradurrà in un percorso psico-sessuologico altamente individualizzato, i cui obiettivi verranno concordati e stabiliti congiuntamente, sulla base dei desideri e delle risorse emotive della persona.

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